"Gli immigrati e l’incerto futuro per loro e per noi"

La riflessione di Paolo Guarino Referente provinciale Irpino del MIS

"Che ne sarà di questi poveri Cristi, che non credo saranno mantenuti a vita, e non credo che possano trovare un degno lavoro"

Avellino.  

"Se la complessa e dispendiosa macchina dell’accoglienza va in blocco, se i soldi che tardano ad arrivare o forse, ne arriveranno sempre meno, o se termina definitivamente l’erogazione dei fondi, cosa accadrà? Questi seri e preoccupanti quesiti li pongo (in virtù di quanto sopra descritto), all’attenzione delle cooperative, delle Onlus e società varie e anche di tanta brava gente, che si sciacqua la bocca parlando di opere di bene, di accoglienza di carità cristiana ecc., come reagiranno, i cosiddetti “buonisti,” potrebbero interrompere, definitivamente l’erogazione dei servizi e ritrovarci con gli immigrati senza alloggio e senza vitto, allo sbando totale." 

E' quanto scrive in una nota Paolo Guarino Referente provinciale Irpino del MIS.

"Questi immigrati o profughi sparsi a migliaia e migliaia in ogni angolo della nostra Irpinia, già oggi, abbandonati a sé stessi, e non esistendo nei fatti, nessuna politica o progetto valido che li aiuti ad integrarsi, e con, addirittura, la negazione (tante volte), anche del rimborso loro spettandogli “la pocket Money”, di un paio di euro al giorno.  Tutti questi immigrati li vediamo oggi (nonostante, sono provvisti di vitto e alloggio) ai semafori, negli spaziantistanti ai supermarket e i panifici, i bar ecc. tutti posti occupati, a poco a poco, da questuanti di colore. Siamo, purtroppo,sommersi da questo esodo biblico, e anche fortemente preoccupati per la scarsità di controlli sanitari o di altro tipo.  

La Domanda, seria e preoccupata e indirizzata alle Autorità, dal prefetto ai sindaci alla Chiesa, a qualche sigla sindacale che invece di dedicarsi per mestiere a cercare di risolvere la crisi del lavoro, o di capire perché tanti giovani (i nostri giovani), abbandonano i luoghi natii per cercare la sopravvivenza altrove. Perché non s’impegnano anche e seriamente a contrastare il caporalato, a tutelare i tanti lavoratori in nero che spesso, lavorano in situazione precaria, senza contribuzione e senza sicurezza ecc. Come reagiranno questi signori, loro e le cooperative di “beneficenza”, i proprietari delle strutture in fitto, continueranno per pietà cristiana, a fornire a loro assistenza, anche in assenza di contributi?  Che ne sarà di questi poveri Cristi, che non credo saranno mantenuti a vita, e non credo che possano trovare un degno lavoro. L’occupazione è un terno al lotto per tutti, e in Italia di lavoro non ce n’è. I camerieri, le badanti, i muratori, specialmente al sud, sono ormai italiani. Quale futuro li aspetta in un paese in recessione in cui le aziende chiudono? Un lavoro in nero? Oppure un posto come prostituta o spacciatore?   Alla luce di tutto ciò in Irpinia e nell’Italia tutta, se non si prendono serie e adeguate misure, per arginare e cercare di risolvere questo enorme problema, non a lungo scoppierà una vera e propria guerra di sopravvivenza, tra i poveri Italiani e sono tanti, e gli immigrati. La colpa morale di tutto ciò non solo ricadrà, soprattutto, sulle Autorità, ma anche sulla Chiesa Cattolica, che tante volte predica bene e spesso razzola male.

E per terminare propongo (a chi mi legge) un intervento (di tanti anni fa) di un noto politico il missino Pino Rauti, che ammoniva, presagendo ciò che oggi si sta avverando, il quale dichiarava: “bisogna aiutare gli immigrati sul posto, perché non abbiano la possibilità di accoglierli e di risolvere adeguatamente i loro problemi. Nei loro paesi di origine e solo rispettando la loro specificità, storia e cultura, si salva il terzo mondo e non certo qui o in altro modo. Una volta -ricorda- milioni di italiani sono emigrati, ma andavano in terre vuote, come l'Argentina, gli Usa, il Canada. Sicuramente gli emigrati possono dare dei contributi, ma purché si tratti di emigrazione qualificata. Diversa è invece l'emigrazione di poveracci che vengono in Italia, vivono in condizioni disumane, e vanno inevitabilmente a ingrossare le fila della criminalità per fame e disperazione. E non mi preoccupa soltanto la situazione attuale, ma la prospettiva futura, perché l'immigrazione coinvolge sempre di più i giovani''.

Concludendo, mi permetto di lanciare un accorato appello, a tutti quelli che hanno potere decisionale e di impegnarsi giudiziosamente e con tutte le loro forze ad affrontare queste enormi problematiche e cercare, con tutti i mezzi possibili di impedire per il prossimo futuro, una vera e propria guerra di sopravvivenza. Evitateci se potete di doverci un giorno scannare per un tozzo di pane."

Redazione Av