di Andrea Fantucchio
(Clicca sulla foto di copertina per guardare il servizio di Ottochannel) "Centottantamila euro per mantenere quattro tubi, quelli davanti alla Dogana. Poi più nulla per il centro storico: neanche l'illuminazione adeguata abbiamo la sera. Questa prima iniziativa per riscattare la Dogana potrebbe rappresentare un tentativo di invertire il percorso negativo imboccato dalla nostra politica cittadina dal primo giorno successivo al terremoto dell'80". Impietosa la disamina di Antonio Chiummo, commerciante del centro storico da sempre in prima linea per salvaguardare proprio il cuore antico di Avellino da anni ormai sempre pià abbandonato. Chiummo è stato ascoltato dal collega Angelo Giuliani per Ottochannel durante la presentazione dell'iniziativa guidata da Pasquale Anzalone per riscattare la Dogana.
Come Ottopagine vi aveva anticipato (Leggi "Dogana, la sfida dei cittadini. 1 milione di euro per salvarla"), Anzalone ha descritto le intenzioni della fondazione "Mille per una Dogana" che vuole riscattare il bene per poi cederlo al comune ed evitare che il monumento simbolo di Avellino possa andare in mano a persone che non siano del capoluogo. Per far ciò sarà necessario versare entro dicembre il dieci per cento della somma che rappresenta la base d'asta per l'acquisto della Dogana. Cifra che si attesta su poco più di 600mila euro. I commercianti e i cittadini avranno quindi due mesi a partire da oggi per metter su 60mila euro.
“Il punto in cui siamo arrivati – commenta amaro Anzalone – con la messa all'asta della stessa Dogana, rappresenta l'emblema di una deriva che ha coinvolto Avellino e tutta la provincia irpina, collocandole a mio avviso all'ultimo posto della classifica della vivibilità nella regione Campania”.
