Bilotta: dall'Isochimica al recupero di tutte le periferie...

Il consigliere comunale di B.Ferrovia: la bonifica deve essere il primo passo di un percorso nuovo

Avellino.  

Venerdì 6 marzo il tavolo al Comune sulla bonifica dell’ex Isochimica e il rilancio di Borgo Ferrovia. Lunedì 23 la notizia dagli uffici di Palazzo di Città che gli impegni presi da sindaco e assessore all’Ambiente con i rappresentanti del Cocibis e la delegazione dei residenti del quartiere sono stati mantenuti. E che, in vista della caratterizzazione urgente di un cubo di cemento-amianto in queste ore stanno partendo gli inviti alle ditte specializzate irpine, sannite e salernitane. Mentre per i sondaggi nel sottosuolo del sito il piano è quasi pronto. A questo primo passo in avanti, il commento del capogruppo dell’Udc in consiglio comunale, Alberto Bilotta, non poteva non essere di grande soddisfazione: «Come residente prima ancora che come consigliere comunale - ha affermato - constato che si sta dando seguito a ciò che si era progranmmato tra Comune e Regione. È necessario che i tempi siano rispettati e che in parallelo si avvii un percorso che riguardi il dopo-bonifica. Questo processo, avviato soprattutto grazie al procuratore Rosario Cantelmo che ha nominato custodi giudiziari il sindaco Foti e il governatore Caldoro, non deve più fermarsi fino a quando il problema non sarà definitivamente risolto. In questa fase l’azione di Comune e Regione sulla vicenda ha assunto un carattere più operativo. Ora, però, bisogna dare seguito al lavoro intrapreso con il reperimento delle risorse finanziarie». E il chiodo fisso di Bilotta è proprio questo: «Sia per l’esproprio dell’area che per il completamento della bonifica senza fondi non si va avanti. L’auspicio, dunque, è che l’attenzione non si abbassi e che tutte le istituzioni e le forze politiche agiscano unitariamente per raggiungere un obiettivo comune, che non può avere né colori di parte e né essere oggetto di strumentalizzazioni. Non è tempo di guardare ai meriti o alle colpe. La questione va risolta. Del resto, si tratta di un traguardo fondamentale per tutta la città e il suo territorio. Successivante sarà necessario immaginare, insieme agli abitanti di Borgo Ferrovia e Pianodardine, quale destinazione d’uso dare a quell’area. Sarà quello il punto di partenza per una complessiva rivitalizzazione del quartiere». Ma la bonifica dell’ex Isochimica e la riconversione del sito, secondo Bilotta, possono diventare molto di più: «Il risanamento della zona rientra in un discorso più generale di contrasto alla marginalizzazione di Borgo Ferrovia, caratterizzata dallo svuotamento delle scuole, dai trasferimenti volontari di tanti residenti e dalla mancanza di una serie di servizi. Non dimentichiamo che oltre all’Isochimica, non lontani ci sono lo Stir e le tante aziende i cui fumi potrebbero anche essere altamente nocivi per la salute dei cittadini. In questo quadro, la mobilitazione di un migliaio di famiglie e l’impegno del procuratore Cantelmo, probabilmente, hanno impedito che si ponessero le basi per installare un altro impianto di trattamento rifiuti. Un altro scempio in un’area della città già molto provata. Ecco perché la bonifica deve essere inquadrata come il primo passo verso un recupero della comunità locale e di tutte le comunità periferiche che vanno riconsiderate esse stesse come centri urbani capaci di offrire servizi e standard di qualità della vita più elevati».

Alessandro Calabrese