“Quella delle mafie è una strada senza ritorno". E' il messaggio che il procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo ha lanciato agli studenti del Liceo Guido Dorso in occasione dell'incontro organizzato ieri mattina nell'ambito del progetto "A scuola di legalità". Con il massimo esponente della Procura avellinese c’erano anche il giornalista e scrittore Giovanni Sperandeo e il responsabile provinciale di Libera, Francesco Iandolo. Tanti i temi trattati, a cominciare dal consenso che sempre più spesso raccolgono le mafie tra le fasce più deboli e tra i giovani e quello che può essere il ruolo del giornalista nel contrasto alla criminalità organizzata. “Non ci deve essere spazio all’ingresso delle mafie nella vita dei ragazzi, neanche attraverso l’indifferenza – tuona Cantelmo, – figuriamoci attraverso il consenso. Troppo spesso i cittadini rischiano di diventare conniventi, in maniera attiva ma anche semplicemente decidendo di voltarsi dall’altra parte”. E qui, nel parlare ai ragazzi, il procuratore è netto: “O state con lo Stato o contro lo Stato, sin da ora dovete capire di stare dalla parte delle istituzioni che vi accompagneranno nel vostro cammino di legalità”. Ecco allora che parlare di mafia alle nuove generazioni è sempre importante, ogni qualvolta i giornalisti fanno da cassa di risonanza a questa cultura della legalità troveranno sempre l’appoggio e la condivisione della Procura. “Non a caso - aggiunge – tra le vittime della camorra ci sono tanti giornalisti e non a caso il lavoro di Roberto Saviano ha contribuito in maniera preziosa a squarciare un velo sui rapporti tra mafia e imprenditori, per cui il loro aiuto, quando fatto con i toni giusti, è assolutamente indispensabile”.
