"Cultura" a peso d'oro. 32mila euro per 35 targhe premio

Spesi dal comune di Avellino per i "premi" del Laceno d'oro 2015. Ma, si sa, quando cultura chiama

Speriamo che la stessa attenzione, anche economica, sia investita per dar supporto alle associazioni che giornalmente si spendono per il territorio.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Cose turche. O forse no. Dopotutto immaginare Erdogan e soci spendere trentaduemila euro per trentacinque targhe premio ci sembra davvero poco realistico.

Ma, si sa, ad Avellino spesso la realtà supera la fantasia. Soprattutto quando si parla di cultura.

Così capita anche che proprio le trentacinque targhe destinate ai vincitori dell'edizione 2015 del festival del cinema internazionale, Laceno d'oro, costino complessivamente oltre trentamila euro.

La determina allegata a fine articolo vi descrive le spese in questione. 

Con la firma in calce del dirigente del settore cultura e dirigente dei servizi finanziari, Gianluigi Marotta. E con quella del responsabile di procedimento, Riccardo Feola.

Facendo un rapido calcolo, ogni targa è costata al comune e quindi anche ai suoi contribuenti, i soliti sventurati cittadini, 914,30 euro. Insomma, ad essere d'oro, non era solo il Laceno in questione.

Mentre da un lato si predica miseria e si sono fatti voli pindarici per riuscire a far passare il bilancio, per altri aspetti il comune negli ultimi tempi è stato piuttosto generoso.

Ma si sa, quando ad Avellino la cultura chiama, non si può certo badare a spese. Chissà cosa ne penserà il nuovo assessore del ramo Bruno Gambardella. O a questo punto l'ex assessore, Teresa Mele, oggi al terzo cambio di delega. Un vero record.

Speriamo almeno che la stessa attenzione, anche economica, sia investita per dar supporto alle associazioni che giornalmente si spendono per il territorio.

O magari per stilare un piano definitivo per valorizzare le eterne scatole vuote. A partire proprio dall'ex Gil, così caro a Camillo Marino.

Il quale, ne siamo certi, di fronte a simili spese per la sua creatura, proprio il Laceno D'oro, avrebbe e non poco da ridire. Urlando, come riportato oggi su Facebook dal suo caro studente, Claudio Rossano, “Manigoldi!”.