di Andrea Fantucchio
“I trentaduemila euro in questione non sono stati spesi per le sole targhe del Laceno d’oro. Targhe nei fatti sostituite con trentacinque premi d’artista: opere d’arte commissionate ad autori irpini”. Luciano De Venezia, dopo il nostro articolo di ieri sul costo delle targhe del festival del cinema Laceno d’oro, ci aiuta a chiarire la situazione.
“E’ stata emessa – ci spiega – un’unica fattura per tutta l’attività di comunicazione legata al Laceno D’oro. E delle targhe si è parlato in un secondo momento. Forse per questo la determina da voi evidenziata ha generato della confusione. Ma posso assicurarle che quei 32mila sono stati spesi per numerose attività. Mentre le targhe non sono costate complessivamente non più di 1500 euro”.
I soldi sono stati spesi nello specifico per affissione dei manifesti, l’acquisto di spazi pubblicitari, la produzione dei cataloghi e degli stampati, la grafica della manifestazione.
“Poi – aggiunge De Venezia – con la stessa cifra sono stati pagati anche l’attività sui social network, la realizzazione del sito web, l’allestimento degli spazi, le convenzioni con le aziende, la creazione di un questionario sul gradimento della manifestazione, l’acquisto di foto, le spese del copyright”.
“Un lavoro – conclude – spalmato sui quattro mesi dello scorso anno: da agosto ad ottobre. Tanta fatica e impegno. Per questo ci era dispiaciuto quanto avevamo letto”.
