di Andrea Fantucchio
Trent'anni di conservatorio, trent'anni di Avellino. Quando arriviamo nel chiostro della casa della musica avellinese si respira l'atmosfera delle grandi occasioni.
Nonostante l'attesa di fronte all'ingresso, non ci sono le chiavi. Ma la solerzia con la quale tutti si sono prodigati per recuperarle ci fa capire il lavoro che c'è dietro all'evento.
In primo luogo da parte dei ragazzi che il Cimarosa lo frequentano ogni giorno. E che nel Cimarosa hanno investito il loro futuro di artisti.
Proprio il loro impegno non può lasciarci indifferenti.
"Era questa - spiega Raffaele Troncone, direttore dei lavori dell'edificio edificato trent'anni fa - l'intenzione. Far rimanere qui i nostri ragazzi. E sviluppare ad Avellino le loro potenzialità".
Grazie alle parole di Troncone, visibilmente emozionato, siamo calati in una città di altri tempi. Un'Avellino che si rialzava dal terremoto. Il cui spirito era stato certo ferito indelebilmente, con morti e parti della città sventrata.
Ma quello stesso spirito era uscito consolidato dalle difficoltà affrontate e da quel senso di comunità che nella difficoltà si era cementata.
"Allora - chiarisce Troncone - si era scelto con cura l'edificio scolastico. La sera del 23 novembre sentivamo gli elicotteri sollevatesi da Capodichino sorvolare il cielo. Io stesso accompagnai quei militari a visitare l'Alta Irpinia. Era l'unico modo di raggiungerla. Allora non c'erano collegamenti stradali. Venne rimosso il Prefetto di Avellino. Non esisteva ancora la protezione civile. Gli unici a dare una valutazione efficace nel giorno successivo al terremoto furono i militari americani. E allora si azionò la macchina dei soccorsi. Poi sfociata anche nella creazione di edifici vitali per lo sviluppo di una comunità, come proprio il Cimarosa".
Un fiore all'occhiello della città. Primo per numero di iscritti in Campania. Quarto in Italia. Recentemente, come Ottopagine vi ha raccontato, dotato di un nuovo auditorium da quattrocento posti.
"Teatro- spiega l'attuale presidente, Luca Cipriano - che ha subito trovato il favore dei cittadini avellinesi. Sei concerti da tutto esaurito. Ci dispiace per chi purtroppo è restato fuori. Tra poco presenteremo il calendario degli eventi di novembre e dicembre. C'è un grande fermento artistico e culturale".
(Guarda il video di Luca Cipriano cliccando sulla foto di copertina)
Carmine Santaniello, direttore, è dello stesso avviso: “Un onore ricoprire quest'incarico. E veder crescere un progetto indelebilmente presente nella storia di questa città. Ora voglio ascoltare come voi i protagonisti che trent'anni fa hanno reso possibile questo sogno".
E' la volta del primo direttore del Cimarosa costruito nell'attuale sede. Filippo Zigante ci regala un'altra toccante immersione nel passato di Avellino.
"Col Cimarosa - racconta Zigante - Si è lasciata una traccia destinata a restare nel tempo. Ricordo gli anni dell'80. Era il mio primo anno di direzione di questo conservatorio. Eravamo a via Duomo. Ma la trovavo già inadeguata ben prima che poi cadesse. Vista la grande frequentazione da parte dei ragazzi. La sera del terremoto scappai di casa . All'alba lasciai la macchina dove avevo dormito con i miei familiari. E venni qua. Arrivato in città era una situazione allucinante: il percorso che fui costretto a fare piedi mi segnò indelebilmente. Mi scontrai col Prefetto di allora che non mi voleva dare il suo aiuto per recuperare attestati, altri carteggi, e strumenti del vecchio conservatorio".
"Come ieri - spiega Zigante - anche oggi reputo il Cimarosa fondamentale. Lo reputo diverso da un'università. E' una palestra più complessa che deve portare alla conoscenza di se stessi. Per dominare le proprie emozioni, umane prima che da artista, e poi convogliarle nel momento dell'esibizione. Quasi una metafora della vita".
"La crescita del Cimarosa - spiega Roberto Maggio, figlio del primo presidente Ettore - è anche la nostra crescita. Spinto dagli insegnamenti di mio padre. Ho cercato di essere sempre attento alle realtà internazionali. Così abbiamo chiuso un rapporto bilaterale con un'università americana. Dove possiamo mandare i nostri allievi a fare esperienza con diverse agevolazioni. E viceversa gli statunitensi possono inviare qui i loro ragazzi".
Assente per motivi di salute Tullio Biagini, uno dei protagonisti della costruzione del Cimarosa. Mancavano anche l'ex sindaco di Avellino, Enzo Venezia. E il presidente della Provincia, Domenico Gambacorta.
