E' un tavolo monco quello riunitosi in mattinata in Prefettura per parlare di emergenza tetracloroetilene nel comprensorio solofrano-montorese. L'incontro, convocato su richiesta dell'onorevole Giancarlo Giordano di Sinistra Italiana, ha registrato la partecipazione dei sindaci, dell'Asl, dell'Ato. Assente invece la Regione Campania, pure invitata. “L'assenza della Regione Campania è il dato più rilevante della mattinata, ha spiegato Giordano, che è stata comunque utile per seguire una vicenda che deve preoccupare tutta l'irpinia e che va oltre i confini dell'area solofrana”. Il primo cittadino di Montoro Mario Bianchino, dal canto suo “il piano di caratterizzazione non parte perchè non si può immaginare di finanziare un piano ad ottobre, fare la gara per riuscire poi a portare a termine i lavori entro dicembre. Non esiste ed infatti non se ne è fatto nulla. Adesso si spera solamente che, entro dicembre di quest'anno, il piano venga rifinanziato e quasi sicuramente con una serie di condizioni diverse dal piano precedente. E questa cosa indurrà l'ente d'ambito a dover rifare la gara”. “Noi oggi, ci troviamo davanti a ritardi inaccettabili che i comuni non possono più tollerare. Noi teniamo fermi i pozzi di Chiusa e S. Eustachio, nel montorese, senza poter fare le analisi di queste acque. E' mai possibile che in una terra ricca d'acqua non si riesca a mettere la parola fine rispetto all'analisi dei pozzi e quindi alla verifica della qualità dell'acqua, alla caratterizzazione ed alla bonifica della falda contaminata e dare una certezza ai cittadini rispetto ad una prospettiva di uscita dall'emergenza ? ”.
Il primo cittadino di Solofra Michele Vignola rincara la dose: “non sono di certo i comuni ad essere inadempienti. Noi abbiamo presentato proposte e progetti che ad oggi sono ancora in attesa di risposte e finanziamenti”. “Solofra ha fatto la sua parte. Solofra ha realizzato un nuovo pozzo idrico ma di certo non possiamo attendere dodici mesi. Siamo disponibili insieme con l'Asl ad eseguire tutte le analisi ma di certo non possiamo attendere dodici mesi, così come prevede la norma per le acque di nuovo utilizzo”. “Ho chiesto ufficialmente alla Prefettura ed alla Protezione civile di trovare una soluzione condivisa. Io come sindaco di Solofra, come ho fatto fino ad ora, mi assumo la mia parte di responsabilità ma fino a questo momento solo il sindaco di Solofra si è assunto delle responsabilità”. All'attivazione del nuovo pozzo l'amministrazione comunale lega la possibilità di superare la crisi idrica che ha investito Solofra a seguito della chiusura di due pozzi dell'acquedotto comunale a causa della contaminazione da tetracloroetilene.
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