di Andrea Fantucchio
Sequestrato lo Stir di Pianodardine. L'operazione disposta dalla Procura di Avellino è stata eseguita questa mattina dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico). Un blitz che rientra nell'indagine sui siti potenzialmente inquinanti della Valle del Sabato. Ora l'impianto, che nel frattempo continuerà a funzionare, ha novanta giorni per mettersi in regola. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video. Foto in basso nella gallery a fine articolo)
E sanare le inosservanze in materia ambientale. Stesso iter seguito dagli inquirenti nell'altro sequestro eseguito settimane fa. Quello della fabbrica dei legumi. Anche questa volta, l'accusa è quella di inquinamento olfattivo.
Nel registro degli inquirenti rientrerebbero tre indagati.
Operazioni della Procura seguite alle attività di sensibilizzazione e denuncia dei comitati ambientalisti. Cittadini che domenica hanno “chiamato a raccolta” i sindaci della Valle del Sabato. Vogliono che venga impugnato al Tar il decreto regionale di ampliamento delle funzioni dello Stir. Un appello al quale i primi cittadini hanno però già risposto negativamente. Non intendono chiedere l'intervento del tribunale regionale. Ma seguiranno altre strade per manifestare il proprio dissenso. Questa almeno è la loro posizione ufficiale. Posizione che richiede di essere ampliata e chiarita.
Ora l'intervento degli uomini dell'Arma potrebbe “cambiare le carte in tavola”. E spingere il sito a colmare eventuali mancanze in materia ambientale. Magari l'operazione di stamattina darà un'accelerata a quei controlli sulla salubrità dei luoghi. Si chiedono dati certi sugli eventuali agenti inquinanti.
Prodotti dalle attività della Valle del Sabato. E poi la redazione del registro tumori. Troppi sono i cittadini che hanno perso dei cari negli anni. Persone amate che se ne sono andate. Persone strappate da un tumore o un cancro.
Ora quelli che restano vogliono conoscere la causa di quel cancro o di quel tumore. Scoprire se è legato all'inquinamento della Valle del Sabato. Per fare giustizia e soprattutto tutelare i propri figli.
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