di Andrea Fantucchio
"Mia figlia chi me la restituisce?". La voce straziata di una donna che chiede giustizia. Uno dei numerosi parenti delle vittime della strage del bus. Si sono riuniti questa mattina di fronte al tribunale di Avellino per protestare contro i tempi della giustizia considerati biblici.
Intanto dal primo piano del tribunale arrivano notizie che contribuiscono all'agitazione dei presenti. Alcuni testi che dovevano essere ascoltati oggi in aula non si sono presentati. Nello spazio antistante il palazzo di giustizia sono stati srotolati degli striscioni sull'asfalto. Alcuni bianchi come le anime delle vittime della tragedia del bus.
Tante le dichiarazioni toccanti che raccogliamo. Eccone alcune.
Annalisa urla: "Basta dire falsità: il pullman quel tragico giorno non correva, l'autista ha fatto di tutto per rallentare, ma i guardrail non adeguati hanno ceduto. Ho perso mia figlia".
"Questo sistema è marcio. Chiamano testi non decisivi. Dicono che l'autista correva, altra bugia. Le nostre famiglie non ci sono più".
