di Andrea Fantucchio
Presunti abusi edilizi, torna in aula il caso relativo a un palazzo sequestrato nel 2013 a via Tuoro Cappuccini. L'inchiesta coinvolge quattro imputati: oltre al titolare di una nota impresa edile irpina, due architetti e un ingegnere.
L'accusa contesta una presunta violazione della distanza dell'edificio dalla strada.
Posizione contestata dagli avvocati della difesa che oggi hanno ribadito in aula le loro ragioni. Nello specifico il legale del costruttore, l'avvocato Benedetto De Maio, ha spiegato come il palazzo in questione rispetti la distanza prevista dalla legge sia in riferimento agli altri edifici che alla strada.
Inoltre la difesa ha citato una sentenza del 14 settembre 2017 pronunciata dal Consiglio di Stato per un caso analogo a quello discusso oggi in aula. Nella sentenza si afferma che un edificio demolito e ricostruito non debba essere considerato come una nuova struttura. Anche in relazione alle prescrizioni previste dal piano di costruzione.
Proprio alla luce della sentenza depositata, l'avvocato dei due architetti Nello Pizza (sostituito in aula dalla collega Stefania Macchia) ha chiesto al collegio giudicante (presidente Sonia Matarazzo) del tempo per studiare il documento. Richiesta accordata. Il processo è stato rimandato al 14 novembre.
Impegnati nella difesa gli avvocati Nello Pizza, Benedetto De Maio e Innocenzo Massaro.
