Isochimica, grande bluff: su 333 operai pensioni per il 10%

L'Inps: prepensionamento solo per il 10% degli ex operai. Sessa: ennesima farsa, scriviamo a Renzi

andranno in prepensionamento tutti coloro che avranno maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 avendo compiuto tra il cinquantanovesimo e il sessantunesimo anno di età, oppure coloro che avranno maturato 40 anni di contributi

Avellino.  

Isochimica il grande bluff dei prepensionamenti. Ex lavoratori in rivolta. La circolare dell'Inps, che accoglie le proposte del Governo sul caso degli ex dipendenti dello stabilimento dei veleni di Borgo Ferrovia, parla chiaro e taglia fuori la maggior parte degli ex lavoratori. Secondo i requisiti indicati dall'Istituto solo il 10% dei 333 ex operai della fabbrica di amianto, potrà accedere al beneficio previsto dalla Legge di Stabilità, approvata lo scorso gennaio.


«Siamo delusi e amareggiati - commenta Carlo Sessa -. Si tratta dell'ennesima farsa consumata sulla nostra pelle e i nostri destini. Lo stesso presidente del consiglio, Matteo Renzi, dovrebbe intervenire per rivedere dei parametri di un emendamento che mette in discussione le motivazioni stesse di un emendamento che avrebbe dovuto tutelarci e non è stato così». 

Sabato il comitato si riunirà a Salerno. Si prevedono assemblee e proteste dei 333 lavoratori. Secondo le stime, dunque, solo il 10 per cento potrà ottenere i prepensionamenti.

Secondo il documento attuativo dell'istituto nazionale pensionistico andranno in prepensionamento tutti coloro che avranno maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 avendo compiuto tra il cinquantanovesimo e il sessantunesimo anno di età, oppure coloro che avranno maturato 40 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica

 

«Io stesso ho maturato gli anni di lavoro necessari - spiega Carlo Sessa -, ma ho 52 anni. Quindi resto fuori, come tanti altri colleghi. Tra pochi giorni sarà celebrato il primo maggio. Per noi, anche quest'anno, sarà un primo maggio senza diritti. Da una vita lottiamo per trovare un lavoro, nonostante le nostre condizioni di salute. Nella maggior parte dei casi un lavoro ci viene negato, perché sanno cosa significa aver lavorato all'Isochimica».

Gli stesi ex operai hanno scritto al presidente Renzi perché ci sia un intervento immediato di rettifica. 

«Gli impegni erano altri - racconta Sessa -. Ci hanno messo la faccia e questo è il risultato. La stragrande maggioranza degli ex operai dei capannoni di Borgo Ferrovia non rientra in questa casistica né per età anagrafica né per anni contributivi maturati».

Le incongruenze della circolare attuativa dell'Inps sono state portate oggi all'attenzione della commissione lavoro alla Camera, con l'interrogazione dei parlamentari irpini del Pd Luigi Famiglietti e Valentina Paris, firmata anche dal parlamentare di Scelta Civica Angelo Antonio D'Agostino.

Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe ancora in corso una trattativa tra la Presidenza del Consiglio e il presidente Inps Tito Boeri per tentare di correggere la circolare. Intanto cresce la delusione tra tutti gli ex lavoratori che annunciano una nuova mobilitazione.
«La politica non è stata in grado di far comprendere la gravità Isochimica. Lo sapevano che quei fatti sono avvenuti quando eravamo quasi tutti poco più che diciottenni. Dei soldi stanziati in Finanziaria grazie alla nostra battaglia ne beneficeranno altri lavoratori. Noi continueremo con la nostra disperazione».
I numero parlano chiaro e i fondi ci sono. Il Governo ha infatti previsto un investimento di 19 milioni di euro per l'anno in corso e i prossimi tre, ipotizzando una platea di beneficiari composta, a livello nazionale, da 200 persone l'anno.
«La delusione è troppa - conclude Sessa -. Continuiamo a patire tutto il dramma dell'amianto, tra lavoro negato per anni, diritti calpestati, la paura della malattia, e l'assenza completa di diritti per noi. Lo Stato ci ha ammazzato due volte. Eppure Renzi a Natale si era impegnato aveva promesso. Gli scriveremo ancora una volta per sapere se le cose possono essere cambiate. Eppure per l'ennesima volta ci avevamo creduto. Pensavamo di ottenere finalmente diritti, garanzie e salvaguardia. Avevamo costruito insieme a politici e sindacati un emendamento blindato. Lo stesso Renzi aveva capito». 

Simonetta Ieppariello