Spari e rapina al portavalori: fregati dall'auto-staffetta

Una maxi-operazione che ha portato all'arresto di 19 rapinatori. Indagini partite in Irpinia.

spari e rapina al portavalori fregati dall auto staffetta

La banda era il terrore degli istituti di credito del Sud-Italia. L'auto staffetta è stata individuata dagli uomini della sezione anti-droga e anti-rapina della Squadra Mobile di Avellino (comandante Michele Salemme), diretti dall'ispettore De Fazio.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Sono stati il terrore di banche e partovalori delle province di Avellino, Salerno, Napoli e Foggia. Avevano in programma anche un colpo in Germania. Ma sono stati tutti arrestati. Hanno commesso un errore. Quell'auto, sempre la stessa. Apriva la strada all'altra vettura, sulla quale viaggiava il grosso della banda. Un'auto che non è sfuggita all'occhio attento degli uomini della sezione antidroga e antirapina della Squadra Mobile (comandante Michele Salemme), diretti dal'ispettore superiore, Roberto De Fazio.

Rapine e spari sul raccordo Avellino-Salerno:

Gli investigatori hanno verificato le targhe e individuato, grazie alle videocamere, l'auto-staffetta utilizzata in più colpi. Sono così riusciti a risalire all'identità di uno dei rapinatori.

E' stato il primo passo di un'operazione che ha portato all'arresto di diciannove uomini fra campani, foggiani e albanesi. Un'operazione congiunta delle questure di Salerno, Foggia, Napoli e Verona che, col supporto delle autorità tedesche, hanno eseguito un'ordinanza del Tribunale di Nocera Inferiore.

Le indagini, sempre quell'auto...

Ma la caccia ai rapinatori dei portavolori era iniziata prima, ad Avellino. Il 19 aprile, infatti, la stessa banda aveva tentato un colpo ai danni di una Panda blindata della Cosmopol. Avevano messo dei chiodi nella galleria Montepergola, tra Solofra e Serino, lungo il raccordo per Salerno.

Qualcosa, però, è andato storto. Trenta le auto che avevano bucato le gomme, ma non la Panda: il mezzo blindato dei vigilantes è riuscito a passare indenne. Quello che è accaduto dopo potete immaginarlo: uno scontro a fuoco tra banditi e guardie giurate. I criminali hanno sparato raffiche di mitra contro il portavalori. Tutto inutile. Il colpo è fallito. Grazie anche all'intervento degli uomini della polstrada, coordinati dal comandante Renato Alfano, e degli agenti della squadra mobile.

Ai rapinatori era andate meglio due mesi prima. Quando la banda aveva speronato un'auto della Cosmopol che precedeva un blindato. Sempre sulla stessa strada, ma qualche chilometro più avanti. All'altezza dello svincolo per Fisciano. Incappucciati e armati di kalashnikov, erano riusciti a portare via oltre 70mila euro. Soldi destinati ad alcuni uffici postali di Salerno.

Gli arresti:

L'arresto, per loro, si è materializzato all'inizio di ottobre. Dopo una serie di appostamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, immagini riprese da videocamere, controlli incrociati tra diverse questure, sono scattate le manette ai polsi di diciannove uomini: Pasquale Panico (domiciliari), Ciro De Falco (domiciliari) Salvatore Della Ratta (carcere), Giovanni Dimitri (domiciliari), Giovanni Visone (obbligo di dimora), Domenico Cocco (carcere), Luigi Cavallaro (obbligo di presentazione alla p.g.) Angelo Carbone (carcere), Antonio De Sandi (carcere), Luigi Delli Carri (domiciliari), Ciro Bruno (domiciliari), Maurizio Correra (domiciliari), Angelo Pugliese (carcere), Francesco Cucchiarale (domiciliari), Giancarlo Valerio D'ambro (carcere) Loren Huqui (carcere), Pasquale Pecorella (carcere) e Erand Sallaku (carcere).

Ma tutto era partito da qui. Dal raccordo Avellino Salerno e dall'intuizione degli investigatori della Squadra Mobile: quell'auto, quella staffetta, sempre presente nelle rapine ai bilndati.