Coca e hashish Avellino e Mercogliano: indagati davanti al gip

Accusati di spaccio di stupefacenti. Sono comparsi dinanzi al giudice per gli interrogatori.

Per gli inquirenti avrebbero spacciato fra Avellino e l'hinterland tra il 2013 e il 2014. Indagine fatta di intercettazioni telefoniche, appostamenti e interrogatori di alcuni presunti acquirenti.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Hanno deciso di rimanere in silenzio i cinque indagati accusati di aver spacciato cocaina, hashish ed eroina fra Avellino e l'hinterland. Le accuse si riferiscono al biennio 2013 e 2014. L'inchiesta era partita in seguito al decesso di un ragazzo, consumatore abituale di stupefacenti.

Una lunga e articolata indagine fatta di intercettazioni telefoniche e ambientali, controlli incrociati fra stazioni, escussioni di acquirenti. Gli investigatori si erano spinti fino a Napoli, ritenuta luogo di provenienza della droga.

I carabinieri di Avellino, su disposizione dell'allora procuratore aggiunto presso il tribunale di Avellino, Adriano Del Bene, avevano individuato e poi ascoltato svariati acquirenti. Dichiarazioni che, sommate agli indizi raccolti in fase di indagine, avevano permesso di identificare i sospettati.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche gli inquirenti avevano estrapolato parole e frasi che ipotizzano essere un codice utilizzato dagli spacciatori.

Dalla metafora della «pizza», adoperata probabilmente per riferirsi alle dosi da smerciare, passando per termini come «mobile» usati per indicare i luoghi nei quali sarebbero avvenuti gli scambi. Ipotesi investigative alle quali erano seguiti ulteriori appostamenti che sono andati a riempire un corposo fascicolo. Nel quale si fa riferimento anche a un piccolo quantitativo di cocaina, circa cinque grammi, sequestrato dagli inquirenti che avevano poi identificato i cinque sospettati raggiunti ieri dalle misure cautelari.

Si tratta di M.S., 48 anni, di Avellino, già detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino per altri reati, e di altre quattro persone, F.V., M.C., A.C e F.D.A., tutte di età compresa fra i 30 e i 50 anni e risedenti fra il capoluogo, Mercogliano e Ospedaletto. M.S. è stato raggiunto da misura cautelare in carcere. Gli altri quattro indagati avranno l'obbligo di comparire di fronte agli ufficiali di polizia giudiziaria.

Questa mattina i cinque, rappresentati dai penalisti Gaetano Aufiero, Nello Pizza, Samuela Scardino e Quirino Iorio, sono rimasti in silenzio di fronte al gip Giovan Francesco Fiore. I legali si preparano a impugnare il provvedimento a carico dei propri assistiti. Cercheranno di motivare l'insussistenza delle esigenze cautelari, anche alla luce della collocazione temporale dei fatti contestati rispetto al reato ipotizzato. Per i cinque non è stato invece ipotizzato il coinvolgimento in associazione a delinquere. Toccherà ora al Riesame esprimersi sul ricorso.