Giornata vittime dell'amianto. «Quel "mostro" è ancora lì»

Oggi è il giornata mondiale del ricordo. Storie e racconti. Alle 10 arriva la Rai all'Isochimica

Avellino.  

Oggi si celebra la giornata mondiale delle vittime dell’amianto, per ricordare le tante persone che hanno perso la vita a causa della fibra killer e per attirare l’attenzione sull’attuale situazione in tema di interventi e bonifiche, necessari per fermare questa drammatica vicenda che attraversa l’Italia. Borgo Ferrovia aspetta la sua bonifica. Trenta anni fa oltre 300 giovani operai scontentavano a mani nude carrozze per conto delle Ferrovie dello Stato ad Avellino, nello stabilimento dell’ex Isochimica. Oggi l’Irpinia ricorda i 18 ex lavoratori (11 secondo la Procura, ndr. Imminenti in rinvii a giudizio per 29 indagati a vario titolo nella maxi inchiesta coordinata dal Procuratore Rosario Cantelmo ndr) dello stabilimento dei veleni e il rione invoca bonifica e giustizia per i morti di una comunità segnata per sempre dal veleno. 

Sono ancora 32 i milioni di tonnellate di amianto presenti sul territorio: le stime (per difetto) sono di CNR-Inail; 

 

il Programma nazionale di bonifica del Ministero dell’Ambiente conta 75mila ettari di territorio in cui è accertata la presenza di materiale in cemento amianto.

 

Siamo in un tremendo ritardo in termini di censimento, mappatura e interventi bonifiche. L’emergenza è drammatica: ogni anno, in Italia muoiono ancora 4mila persone per tutte le malattie asbesto correlate, con oltre 15mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2008 (Registro Nazionale Mesotelioma di Inail).

 

Oggi le telecamere della Rai arriveranno davanti i cancelli dell’ex Isochimica per ricordare il dramma irpino e non solo di chi in quella fabbrica ha lavorato negli anni ottanta e di chi a pochi metri da quello stabilimento vive, lottando per la vita. Stamattina ci saranno anche i componenti del comitato Lotta per la Vita. 

 

Storie e destini si incrociano nei racconti che abbiamo raccolto. C’è Ciro Festa che si chiede perché in questi nove anni, in cui vive a pochi metri dall’Isochimica si sia ammalato e dice “ormai sono malato, ma la bonifica deve arrivare e presto, per tutte le persone giovani, per i bambini che rischiano di ammalarsi, come me”. Poi c’è Raffaele che mette a disposizione il suo Circolo per raccogliere proposte e iniziative, che squarcino quel velo di silenzio e omertà che ancora avvolge le storie tante famiglie nel rione.

 

E poi ci sono Anna, Angela ed Eliana tre donne impegnate per far conoscere a tutti i pericoli dell’inquinamento, dell’amianto. Ognuno di loro ricorda qualcuno che all’improvviso si è ammalato. Qualcuno è morto. Troppi morti. C’è Angela Moretti che ricorda come in alcuni anni le campane a morte della chiesa del rione suonassero anche due volte, per celebrare in una dolorosa escalation, i funerali dei morti. Troppi morti.

 

Oggi come ieri c’è il comitato Lotta per la Vita in prima linea, per chiedere alle istituzioni che la bonifica arrivi e presto, per liberare dai veleni Borgo Ferrovia, marchiato a vita dalle storie e dai drammi di tante famiglie. 

 

“Lottiamo per i morti consapevoli e quelli inconsapevoli di quanto aria e acqua inquinati incidano drammaticamente sui destini di tutti noi”. 

E ci sono gli operai, come Carlo Sessa, per i quali il Governo ha stanziato i fondi per un prepensionamento, che arriverà solo per una piccolissima parte di loro. Lo dice la circolare dell’inps che rende attuativo quando deciso dal Governo, ma con parametri anagrafici e contributivi che riducono solo al dieci per cento di quei lavoratori quanti ne beneficeranno. L’ennesima beffa, commentano gli ex lavoratori. 

Sulla vicenda Isochimica oggi si riaccenderanno i riflettori nazionali con lo speciale che la Rai dedicherà alle vittime dell'amianto. Inoltre alle 19, presso la Chiesa di San Nicola ad Atripalda, si terrà l'incontro «Dateci una mano a capire quanto è accaduto e sta accadendo» nell'ambito del concorso #Occupiamocene, organizzato da Libera e dal Forum Giovani della Città del Sabato.
Ne discuteranno con gli ex operai, Emanuele Loffredo, studente Unisa, Gabriele De Feo di Libera e Rita Nicastro, Presidente dell'Associazione Tribunale per i diritti umani.

Simonetta Ieppariello