di Andrea Fantucchio
Sono tredici gli avvisi di garanzia emessi dal pm Flavia Felaco, della Procura di Benevento, in seguito al decesso della 34enne di Avellino, avvenuto lo scorso 20 gennaio dopo un intervento di bypass gastrico al Fatebenefratelli. Si procede per omicidio colposo a carico di alcuni medici dell'ospedale sannita nel quale la vittima era stata sottoposta all'operazione.
Una degenza ospedaliera che, come anticipato, si era poi trasformata in un calvario. Una prima operazione il 3 gennaio. Una seconda quattro giorni dopo. Poi la 34enne era finita in coma. Lunghi giorni di agonia fino a che la situazione clinica era precipitata, al punto che il cuore della paziente, sabato scorso, si era fermato per sempre.
I familiari della donna, rappresentati dall'avvocato Antonio Todisco, avevano sporto denuncia presso la compagnia dei carabinieri di Benevento. Obiettivo: capire se il decesso sia stato causato da una presunta negligenza dei sanitari o se, invece, si sia trattata di una tragica fatalità. Di qui la chiamata in causa dei medici, con un atto dovuto, per consentire loro la nomina di un consulente, in vista dell'autopsia che il medico legale Umberto De Gennaro eseguirà lunedì prossimo. Un esame che permetterà agli inquirenti di avere un quadro più chiaro dell'accaduto. Poi la salma sarà liberata e saranno organizzati i funerali.
La notizia del dramma si era velocemente diffusa ad Avellino, dove la donna era molto conosciuta. Decine i messaggi di cordoglio recapitati sulla sua bacheca facebook. Scritti da chi la conosceva bene e ha voluto dedicarle un ultimo ricordo. Energica, solare, sempre pronta ad affrontare la vita con atteggiamento entusiasta: così la descrivono i suoi amici. La sua morte ha lasciato un profondo vuoto. Un dramma ora al centro di un'indagine che dovrà definirne i termini.
