Peculato, fissato l'Appello per Iannace e Caracciolo

In primo grado l'ex consigliere regionale era stato condannato a sei anni.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Peculato, tentata truffa e falso, l'accusa di aver gestito il reparto di chirurgia dell'ospedale Moscati come clinica privata: ipotesi di reato che erano costate una condanna a sei anni di reclusione (dei quali tre indultati) al dottore Carlo Iannace, poi rimosso anche dalla carica di consigliere regionale per effetto della legge Severino. Ora è stato fissato l'Appello che si terrà il prossimo 18 giugno quando, insieme a Iannace, comparirà in aula anche l'ex primario di chirurgia generale dello stesso ospedale, Francesco Caracciolo, condannato anche lui a sei anni.

Il capo della Procura avellinese, Rosario Cantelmo, nell'arringa del processo primo grado aveva chiesto otto anni di reclusioni per Iannace, poi “scontati” dal collegio giudicante presieduto dal magistrato Rescigno. L’indagine della Guardia di Finanza è partita nel 2006 dopo la denuncia di un aiuto primario, oggi in pensione, che aveva segnalato presunte irregolarità all'interno del reparto: descriveva operazioni estetiche fatte passare per interventi su patologie tumorali e scorrimenti sospetti delle liste di attesa.

Gli inquirenti avevano analizzato migliaia di cartelle cliniche ed evidenziato la presunta realizzazione di molte operazioni chirurgiche prive dei requisiti, a spese el servizio sanitario nazionale. Nel 2011 Iannace era finito agli arresti domiciliari, quando era ancora sindaco di San Leucio del Sannio. Dopo l'arresto centinaia di pazienti si erano radunati in piazza per manifestare la propria solidarietà al medico, chiedendone la liberazione. Dopo la condanna di primo grado era poi scattata la legge Severino. Il peculato è uno dei reati che prevede la sospensione dalle cariche elettive. Al posto di Iannace, segretario della commissione Cultura e membro delle commissioni Sanità e Anticamorra, era subentrato in consiglio regionale il dirigente della sinistra dem di Avellino, Francesco Todisco.

L'ex consigliere regionale ha sempre respinto ogni accusa e ora è pronto a sostenere la sua innocenza anche in Appello. Quando lui e Caracciolo saranno affiancati dagli avvocati Quirino Iorio e Alberico Villani.