Strage bus, chiesta nuova relazione su velocità e barriere

Il giudice del processo civile ha chiesto di integrare la consulenza acquisita anche da Cantelmo.

Il giudice ha chiesto una relazione con i chiarimenti da integrare alla consulenza già redatta nel processo civile. E acquisita in quello penale da Cantelmo. Da consegnare entro il 30 giugno.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Due processi legati a doppio filo da un incidente che è costato la vita a quaranta persone. Nel luglio del 2013 quando un bus è precipitato dal viadotto dell'Acqualonga lungo la A 16. Nel procedimento penale è stata disposta una nuova perizia del giudice Luigi Buono, in quello civile il magistrato Pasquale Russolillo ha chiesto un'integrazione al collegio di periti che ha ridatto una consulenza.

Il giudice non ha accolto l'istanza di Autostrade per rinnovare la consulenza tecnica, non ravvisandone i presupposti. Ma ha chiesto al collegio di periti di fornire una relazione con i chiarimenti richiesti entro il 30 giugno. Così da integrare alcuni aspetti della consulenza depositata il 5 febbraio e acquisita anche dal procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, nel procedimento penale a carico di quindici  imputati accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico

Nel processo civile la perizia era stata redatta dai professori Enrico De Rosa, Mariano Migliaccio, Mariano Pernetti, Dario Alvino e Salvatore Santoli. Il giudice ha chiesto chiarimenti sulla velocità calcolata all'ingresso del viadotto riferita al momento successivo all'urto con le barriere di transazione e quella al momento dell'impatto col primo blocco. E delucidazioni sul numero di elementi di barriera con i quali il pullman ha impattato prima di cadere nel vuoto sono cinque come sostenuto da Austrade (4 da sei metri e uno da 3 metri) o sei come da loro indicato.

Fra gli aspetti rilevanti anche chiarimenti sulla resistenza esercitata dal freno di stazionamento, spiegando perché gli esperti non condividano la teoria di una sua totale avaria al momento del passaggio del bus sotto la telecamera.

Per i consulenti la velocità del bus all'inizio del viadotto era di 67km/h con un margine di errore del 10% e quindi inferiore rispetto a quella calcolata dai consulenti della Procura e da quelli di Autostrade. Dalla perizie si evince anche come le condizioni non ottimali delle barriere abbiano influito nell'incidente. Dopo le integrazioni richieste si procederà spediti verso la conclusione del processo. E' chiaro che una eventuale sentenza di condanna, nella quale vengano chiarite le responsabilità di Autostrade, potrebbe aprire un precedente estremamente rilevante anche rispetto al processo penale. Proprio alla luce della perizia già acquisita anche da Cantelmo. Il “super-perito” incaricato dal giudice Luigi Buono, il professore dell'Università di Parma, Felice Giuliani, inizierà le sue operazioni il 4 giugno.