di Andrea Fantucchio
Interdittiva antimafia in arrivo per la Polisportiva Avellino che gestisce la piscina comunale del capoluogo irpino. Un provvedimento che rientra nell'indagine della Dda sul gruppo Cesaro, proprietario della società.
Inizialmente erano stati proprio gli imprenditori napoletani, con la polisportiva Sant'Antimo, a stipulare un project financing col Comune di Avellino dal quale avevano ricevuto la gestione della struttura di via De Gasperi fino al 2032.
L' assessore al Patrimonio, Paola Valentino, negli scorsi mesi aveva espresso la volontà di risolvere l'accordo fra la polisportiva e l'Ente di Piazza del Popolo. Una decisione presa dopo aver visionato dei presunti arretrati non versati e problemi dei lavoratori. Al centro della querelle circa 800mila euro per i quali l'amministrazione del sindaco Giuseppe Galasso si era fatta garante del mutuo contratto col credito sportivo. Ma la precedente giunta non aveva mai stanziato il credito necessario ad assolvere il proprio ruolo.
Ora l'arrivo dell'interdittiva ha dato un'accelerata alla pratica di risoluzione del contratto. Questa mattina c'è stato un incontro fra alcuni riferimenti della polisportiva e l'assessore al Patrimonio. La volontà dell'Ente di Piazza del Popolo è quella di salvaguardare lavoratori e utenti che hanno già sottoscritto abbonamenti per la stagione estiva. Fra le soluzioni ipotizzate, una gestione affidata all'attuale società in attesa del nuovo bando.
«Stiamo vagliando la soluzione migliore per preservare i dipendenti e i cittadini in vista della stagione estiva. Una delle ipotesi è proprio una gestione temporanea affidata all'attuale polisportiva. Ora dovremo valutare se esistano anche le condizioni giuridiche per realizzare un simile proposito. Ma, ripeto, la nostra volontà e priorità è quella di non chiudere la struttura». Ha chiarito a Ottopagine.it l'assessore Paola Valentino. Il capo del settore al Patrimonio si trova a fronteggiare così, anche in chiusura di mandato, l'ennesima questione spinosa che ruota intorno ai beni comunali dati in gestione a terzi. Aspetto, quest'ultimo, con il quale dovranno necessariamente confrontarsi anche i successori dell'amministrazione Foti.
