di Andrea Fantucchio
Confermato il sequestro d'urgenza di conti correnti ed edifici nell'inchiesta sulle due onlus irpine, “Aias” e “Noi con Loro”, finite al centro di in un'indagine per truffa, peculato e riciclaggio. Il giudice per le indagini preliminari, Paolo Cassano, ha convalidato il provvedimento d'urgenza con il quale il capo della Procura avellinese, Rosario Cantelmo, e il sostituto, Vincenzo D'Onofrio, avevano sequestrato conti correnti personali e le sedi di Calitri e Nusco dell'Aias (Leggi anche «Le De Mita, la signora delle pulizie e quei fondi alla Onlus», «La Onlus della De Mita, Aias e quel registro dei conti rubato» e «La Onlus della De Mita e le spese Aias: l'indagine è nata così»).
La Procura, nello specifico, aveva sequestrato 84,321,01 euro ad Aias e Hs Soluzioni srl, 3120,00 euro dal conto di Anna Maria Scarinzi, moglie del sindaco di Nusco Ciriaco De Mita, indagata con la figlia Simona alla quale erano stati invece bloccati sul conto 3,750,00 euro. Un provvedimento d'urgenza che era arrivato dopo mesi di indagine. Dieci le persone finite sotto inchiesta, oltre alla moglie e le figlie di De Mita, anche l'ex consigliere di Avellino e storico riferimento scudocrociato, Gerardo Bilotta.
Secondo i magistrati di Avellino era stato creato un sistema di distrazione di fondi pubblici, destinati all'assistenza di disabili, grazie alla complicità di imprese che non avevano nulla a che fare con il mondo della sanità. Tutto era nato da una segnalazione del nucleo speciale di Polizia Valutaria di Roma su alcune operazioni che coinvolgevano l'Aias. Erano così seguiti gli accertamenti della guardia di finanza di Avellino, agli ordini del colonnello Gennaro Ottaiano.
Fra le società coinvolte nei controlli oltre all'Aias, allora presieduta proprio da Gerardo Bilotta, la HS Soluzioni srl. Nel mirino dei magistrati un finanziamento regionale da 199,997,80 euro per la digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche dell'Aias Noi con Loro. Per i procuratori il finanziamento regionale sarebbe stato ottenuto “attraverso l'emissioni di fatture false dalla Hs Soluzioni Srl per operazioni inesistenti”.
Anche le collaborazioni riportate nel progetto avevano attirato l'attenzione dei Procuratori e della finanza: 10.620 euro sarebbero stati distratti in favore della signora De Mita (3.120 euro) e delle figlie Simona e Floriana (3.750 euro per ognuna) indicate con consulenti informatiche proprio della Ausonia It Service e Resours. Insomma pagate per fornire servizi che richiedono un'elevata specializzazione. Il legale responsabile dell'azienda – sentito dal piemme - ha spiegato che “il contratto con le due sorelle e Annamaria Scarinzi fu stipulato sulla base dell'indicazione data da chi lo aveva contattato per l'appalto. E si era presento come “manager" responsabile della Onlus Noi con Loro” (non indicheremo il nome perché non risulta indagato)».
Ha poi aggiunto di «non sapere che capacità professionali avessero perché non le conosceva affatto».
Inoltre, nelle 88 pagine del decreto di sequestro d'urgenza si legge che 1.356.413, 16 di euro sarebbero destinati da Aias per forniture e prestazioni mai realmente effettuate, versamenti in favore di Cma Group srl (di Carmine Preziuso), di Import Export Computer di Catallo, rappresentate anche della Costruzioni Tecnologiche, di Multiservice di Ramora Ivan (non indagato) e di L.G. Costruzioni Generali Srl. Accuse sempre respinte dai diretti interessati.
Il passo successivo era stato poi chiarire se vi fossero rapporti anche fra le due onlus. Collegamenti descritti dai commissari straordinari dell'Aias, Arci e Del Genio. Spiegano come Aias abbia versato a Noi con Loro: 145.809 euro di forniture alimentari dal 2003 al 2017, 15.153 euro per l'Ires dal 2014 al 2017 e 65.809 euro per le utenze di gas e acqua dal 2004 al 2008.
Nei confronti di Gerardo Bilotta e della dipende Aias, Annamaria Preziuso, è ipotizzato il reato di peculato: secondo l'accusa si sarebbero approriati di 120mila euro, che venivano fuori dalle rimesse effettuate dalla Regione Campania per l'accreditamento provvisorio di Aias con il servizio sanitario nazionale, per pagare le imprese impegnate nella realizzazione di una villa a via Camposanto. Edificio di proprietà dell'ex consigliere di Avellino.
Intorno all'edificio c'è anche un'accusa per truffa che Bilotta “condivide” con Luca Catallo della Import Export Computer: il primo come committente, il secondo come titolare della ditta appaltatrice, avrebbero indotto in errore i funzionari del Comune ottenendo un contributo di 54.425,64 euro previsto dalla legge 219 del 1980 per la realizzazione di una villa a Contrada Vecchio Camposanto.
Accuse sempre respinte dai diretti interessati. Il sequestro ora sarà impugnato dalle difese dinanzi al tribunale del Riesame.
