di Andrea Fantucchio
«Controlli in ritardo», i movimenti ambientalisti della Valle del Sabato, in una nota ufficiale, commentano così i primi risultati che trapelano dagli uffici dell'Arpac rispetto alle analisi eseguite sulle acque del fiume Sabato che nei giorni scorsi si sono colorate di rosa. Un fenomeno che è stato registrato in prossimità del comune irpino di Tufo, a ridosso dell'area industriale di Avellino: in un distretto, quello della Valle del Sabato, purtroppo divenuto emblema di inquinamento.
L'Agenzia regionale per la protezione ambientale non ha rilevato nelle acque la presenza di metalli pesanti da ricollegare a scarichi industriali, mentre i test confermerebbero l'inquinamento da batteri fecali riconducibile anche a sversamenti di sostanze organiche. Un risultato simile si era avuto all'indomani di un altro episodio che aveva conquistato le cronache locali: una moria di pesci proprio nel Sabato.
Ma, come anticipato, associazioni ambientaliste e comitati non si accontentano di quanto emerso dalle analisi e scrivono: «I prelevamenti sono stati effettuati dall’ARPAC ben quindici ore dopo le prime segnalazioni per cui è del tutto evidente che le acque inquinate, essendo quelle di un corso scorrevole con una discreta pendenza, hanno avuto tutto il tempo per defluire e sfociare nel Mar Tirreno, interessando, in tal modo, campionature profondamente differenti, tra l’altro, solo superficiali e non di sedimentazione».
Per questo ribadiscono la volontà di istituire un sistema autonomo di osservazioni e rilievi che «consentirà, pur derogando alle strette esigenze protocollari, di avere delle rilevazioni ad horas e in grado anche di determinare il fronte di inizio dell’eventuale sversamento inquinante».
Nei giorni scorsi gli stessi comitati hanno deciso di scrivere ai vertici di Regione e Governo per chiedere l'istituzione di un tavolo straordinario, dove affrontare la problematica dell'inquinamento della Valle del Sabato.
