di Andrea Fantucchio
E' di una condanna e due assoluzioni “piene” l'esito del processo per falsa testimonianza a carico della 38enne di Atripalda, S.M., del 55enne G.S., anche lui della Città del Sabato, e di R.V., 45enne di Monteforte Irpino, condannato a due anni reclusione con pena sospesa. Gli imputati sono tutti difesi dall'avvocato Giuseppe Romano. La parte civile, M.N., è rappresentata dall'avvocato Ennio Napolillo.
Il processo nasce da alcune dichiarazioni rilasciate dagli imputati in un'udienza dinanzi al giudice del Tribunale Civile di Avellino – sezione Lavoro – nella causa fra un ex dipendente (parte civile nel processo a carico dei tre imputati) e la società per la quale lavoravano. Il ricorrente aveva sporto denuncia, fra per altre cose, «per non aver ricevuto l'auto aziendale per gli spostamenti, per essere stato costretto a sopportare il fumo passivo durante l'orario di lavoro, per aver subito richiami ritenuti ingiustificati e poi per essere stato trasferito a Baiano».
In proposito S.M. Aveva raccontato che l'ex collega veniva a lavoro con l'auto aziendale con altri dipendenti, mentre in un secondo periodo era stata lei con la sua automobile a prendere gli altri dipendenti. L'azienda la rimborsava.
G.S. Aveva aggiunto che “Il codice disciplinare è affisso in bacheca all'ingresso della sede della società, nonché a quella di Valle” e che veniva nella sede di Baiano con un'auto dei colleghi o con quella aziendale.
R.V. Aveva raccontato che prima di recarsi a Baiano i dipendenti si ritrovano negli uffici dell'azienda di Avellino intorno alle 8.10. E poi partivano con l'auto aziendale. Inoltre aveva aggiunto che «non gli risultava che il ricorrente si lamentasse perché si fumava in ufficio».
Dichiarazioni per le quali poi gli imputati avevano dovuto sostenere il processo per falsa testimonianza.
