di Andrea Fantucchio
Un flashback che potrebbe essere decisivo nella ricostruzione di una tragedia che è costata la vita a quaranta persone. Questa mattina ha avviato gli accertamenti il professore dell'Università di Parma, Felice Giuliani, incaricato dal giudice Luigi Buono di redarre la “super-perizia” nel processo sulla strage del bus precipitato dal viadotto dell'Acqualonga nel luglio 2013. Una tragedia nella quale hanno perso la vita quaranta passeggeri. Quindici imputati sono accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico.
E' stato visionato proprio il pullman e quattro veicoli coinvolti nell'incidente. Un'ispezione che si è svolta alla presenza dei consulenti della Procura, Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto, di sei tecnici di parte di Aspi e tre avvocati che rappresentano Autostrade per l'Italia. Presto sarà fissato un nuovo incontro. La perizia dovrebbe essere consegnata entro settembre.
Giuliani, dopo aver letto le tre consulenze già acquisite durante il processo, dovrà far luce su tre aspetti fondamentali. La traiettoria percorsa dall’autobus dall'ingresso sul viadotto dell'Acqualonga fino alla caduta, tenendo conto delle interazioni con gli altri veicoli e chiarendo la velocità e l'angolo al momento dello scontro con i new jersey. Dovrà poi chiarire se, fra le cause dell'incidente, rientrino le irregolarità, le inidoneità, e l'insufficiente consistenza o manutenzione delle barriere istallate sul viadotto. Infine andrà appurato se l'istallazione di altri presidi di sicurezza e l'ancoraggio al suolo delle barriere con dei tirafondi non corrosi, avrebbe potuto scongiurare la tragica fuoriuscita del bus.
Al momento sono tre le consulenze già acquisite dal giudice: quella commissionata dai procuratori Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini, quella proprio di Aspi (Autostrade per l'Italia) e una terza realizzata per il processo civile collegato al tragico incidente.
