di Andrea Fantucchio
Avrebbero creato due associazioni a delinquere che gestivano un vasto giro di spaccio fra Nola, l’Irpinia e il Sannio. La Procura distrettuale antimafia di Napoli ha chiuso le indagini per ventotto indagati. Finiti al centro dell’inchiesta Primavera Nolana che era sfociata in trentadue arresti. Numerosi i sequestri effettuati dagli agenti del commissariato di Nola, coordinati dal dirigente Pasquale Picone. Decine e decine le intercettazioni che hanno permesso agli investigatori di ricostruire il modo di agire degli indagati.
Come agivano le due bande:
Parte del mercato degli stupefacenti sarebbe stato organizzato anche attraverso facebook e whatsapp. Secondo gli inquirenti la droga, per lo più cocaina e hashish, veniva smerciata sul territorio grazie a “ganci” distribuiti in ogni provincia. Si tratta di riferimenti che conoscevano alla perfezione i canali della droga. Sapevano insomma dove e come piazzarla. Tanti i presunti consumatori interrogati dai poliziotti: alcune loro dichiarazioni hanno messo gli investigatori sulla pista giusta. La deposizione di un pentito di un clan napoletano ha fornito poi altri elementi per costruire parte del castello di accuse a carico dei ventotto indagati.
Donne al "vertice":
La base delle due associazioni, per la Direzione distrettuale antimafia, era rappresentata proprio dall’hinterland nolano. Un 31enne di Napoli sarebbe stato il perno intorno al quale ruotavano le attività dei due gruppi criminali. Una posizione rilevante, per l’accusa, era ricoperta dalle donne che supervisionavano e organizzavano l’attività. E così sotto indagine sono finiti anche Benedetto e Annabella Cava considerati elementi di spicco di una delle due associazioni. Adesso i difensori degli indagati, fra i quali gli avvocati Gaetano Aufiero, Roberto Pulcino, Vincenzo Regardi e Raffaele Bizzarro, avranno venti giorni per depositare delle memorie difensive. Gli indagati potranno anche chiedere di essere ascoltati dagli inquirenti. Poi toccherà proprio ai magistrati napoletani decidere se chiedere il rinvio a giudizio.
