Avellino, spaccio di cocaina: condanne per 19 anni

Erano accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. E' caduta l'aggravante mafiosa.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Erano accusati di aver costituito un'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, agevolando il clan camorristico dei Genovese. Si tratta di un'organizzazione criminale che, fra la fine degli anni '90 e il 2000, ha avuto come base operativa Avellino e l'hinterland. Questo pomeriggio i giudici Sonia Matarazzo, Pier Paolo Calabrese e Gennaro Lezzi, hanno condannato a dieci anni di reclusione il 57enne di Trevico, Mario Solimene, e a nove anni il 48enne avellinese, Ciro Niespolo, entrambi gravati da precedenti specifici per spaccio. Per i due imputati è caduto il metodo mafioso legato proprio alla presunta agevolazione del clan.  E' stato invece assolto il 39enne avellinese, Marino Castelluccio.

Le accuse sfociate nel processo si riferiscono al 1999. Fra ottobre e dicembre Niespolo e Solimene avrebbero nascosto della cocaina, più di un chilo, nell'abitazione di una terza persona. La direzione distrettuale antimafia li ha poi accusati di curare i rapporti con gli acquirenti della droga.

A Castelluccio erano contestati più episodi di spaccio. Questa mattina il procuratore, Francesco Soviero, nella sua arringa ha ripercorso gli aspetti salienti dell'indagine, che è basata su numerose intercettazioni telefoniche. Infine ha chiesto dodici anni di reclusione per Solimene e Niespolo, otto invece per Castelluccio. Per i primi due i giudici, dopo una lunga camera di consiglio, hanno deciso pene più miti. Per Castelluccio è arrivata l'assoluzione: la difesa, rappresentata dall'avvocato Danilo Iacobacci, ha sostenuto come la droga comprata dall'imputato fosse per uso personale e non destinata allo spaccio. Così i magistrati hanno inviato la documentazione alla Prefettura per segnalare gli episodi del consumo emersi nel processo. La difesa dei due imputati condannati è pronta a impugnare la sentenza in Appello.