Processo a Foti e Galasso: «Quello smog è causa di tumori»

Avellino. Processo agli ex sindaci per omissione in atti d'ufficio. Ascoltato l'oncologo Giordano

Ascoltato l'oncologo e ricercatore di fama mondiale, Antonio Giordano, nel processo a carico degli ex sindaci Foti e Galasso.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Le polveri sottili posso causare leucemie e malattie polmonari. Ad Avellino gli sforamenti inquinanti, in più occasioni, erano oltre i limiti consentiti». Antonio Giordano, oncologo, genetista e direttore di un prestigioso istituto di ricerca sul cancro di Philadelphia, è stato ascoltato nel processo a carico degli ex sindaci di Avellino, Paolo Foti e Giuseppe Galasso. Gli imputati sono accusati di omissione in atto di ufficio perché non avrebbero posto rimedio agli sforamenti di smog a piazza Kennedy.

Questa mattina era attesa una “sfilata” di testimoni. Per un processo, che come ricordato dal giudice Sonia Matarazzo, «si avvia presto la prescrizione». Per questo i magistrati hanno deciso di dare un'accelerata, invitando il pubblico ministero e le difese a rinunciare alle testimonianze che ritengono superflue.

Giordano ha ricordato che «Col tempo il DNA perde la capacità di riparare i danni, soprattutto quelli causati dall'inquinamento. Le conseguenze dell'esposizione alle polveri sottili si vedono anche dopo trent'anni. E cambiano da soggetto a soggetto: possono causare infiammazioni o, nei casi più gravi, tumori».

Sulle cause dell'inquinamento il professore ha aggiunto che «servono studi specifici per individuarle. Le polveri sottili possono essere prodotte dall'intenso traffico di auto, dalle attività di alcune industrie o anche dal particolare clima».

L'avvocato di parte civile, Giuseppe Liccardo, ha chiesto a Giordano di chiarire se gli studi sulla pericolosità delle polveri sottili siano validi anche oggi. Il testimone ha confermato che la situazione può essere solo peggiorata.

Un aspetto interessante è stato affrontato dal secondo testimone. Un responsabile dell'Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) che ha spiegato come: «In città ci sono diverse centraline che rilevano gli sforamenti ambientali. Soprattutto pm10. I risultati dei rilievi sono stati comunicati al Comune di Avellino in alcuni incontri e con delle note ufficiali».

Gli amministratori, in seguito, hanno preso qualche provvedimento. L'ex assessore all'Ambiente di Avellino, Giuseppe Ruberto, ha citato le domeniche ecologiche. Le emissioni inquinanti, per l'accusa, avrebbero superato il limite di legge in numerose occasioni fra il 2009 e il 2013. Si tratta di dati raccolti dalle centraline ambientali di via Colombo e via Scandone. L'attività omissiva di Foti finirebbe il 27 marzo 2014, quando il sindaco ha ordinato il blocco dei vicoli e la circolazione con targhe alterne. Per Galasso non ci sono iniziative simili da registrare. Le due ex fasce tricolore sono rappresentate dagli avvocati Nello Pizza e Benedetto Vittorio De Maio. In aula c'era anche la presidente del comitato di piazza Kennedy, Raffaela Manzo, che si è costituta parte civile.