di Andrea Fantucchio
Una firma che può essere decisiva per l'evoluzione dell'inchiesta su un presunto giro di diplomi falsi fra Avellino e provincia. Titoli utili per aggiudicarsi i bandi per il personale Ata (collaboratori scolastici e funzionari nelle scuole). Il caso era esploso con un servizio di denuncia del programma televisivo “Striscia la Notizia”. Nel video si vede un collaboratore esterno della Cisl di Avellino, A.P., che consegna un diploma a una donna. Il 67enne è finito a processo con l'accusa di aver promesso titoli utili per vincere il concorso in cambio di 2300 euro. Fra i diplomi forniti ci sarebbe anche una patente europea sottoscritta da B.A. (avvocati Giuseppe Saccone e Gerardo Di Martino): anche lui imputato per quest'unico episodio.
Ascoltato il direttore didattico
In aula è stato ascoltato il direttore didattico di una scuola di Santa Maria Capua Vetere a Caserta. Si tratta di uno degli istituti finiti nel mirino del procuratore capo, Rosario Cantelmo, e del sostituto titolare dell'inchiesta, Antonella Salvatore.
Il testimone ha spiegato che «avevo le funzioni di preside. Firmavo diplomi dopo aver accertato che fossero inseriti in un registro. Dove c'erano i nomi di chi aveva sostenuto l'esame di abilitazione».
Il pm ha chiesto spiegazioni sul titolo di operatore per servizi sociali nelle scuole rilasciato a una donna di Carife. Il testimone ha confermato che la sigla in calce al documento era la sua.
Gli è stato mostrato il registro dei candidati che avevano sostenuto l'esame fra il 2011 e il 2012. Il nominativo della donna in questione non c'era.
«Io sono certo che quel nome ci fosse. Come ho detto controllavo il registro. Ho firmato quei titoli dopo le verifiche. Era insieme ad altri diplomi sulla mia scrivania».
Ha aggiunto di ignorare chi avesse portato i diplomi da firmare: «Forse una segretaria o un addetto ai lavori». Ha dichiarato di non conoscere la donna che aveva ricevuto il diploma e l'imputato, A.P.
Ascoltato il segretario della Cisl
E' seguita la testimonianza del segretario della Cisl scuola Irpinia-Sannio, Salvatore Bonavita. Ha spiegato «il sindacato fra le sua attività fornisce assistenza a chi compila i moduli per partecipare al bando per il personale Ata. Un servizio gratuito».
Nella deposizione il teste ha chiarito che A.P. «era un collaboratore esterno della Cisl, in pensione da un paio di anni. Non abbiamo avuto mai problemi con lui. Aiutava a compilare le domande sul personale Ata».
Su richiesta dei difensori di A.P., gli avvocati Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo, è stato acquisito il verbale di denuncia nel quale Bonavita aveva fatto riferimento alla puntata di Striscia la Notizia. Così non sono state fatte domande sulla trasmissione.
Nell'udienza di oggi è stato conferito anche l'incarico al perito, Cira D'Ardia, che dovrà realizzare la trascrizione delle intercettazioni. La relazione sarà consegnata entro quarantacinque giorni. La prossima udienza è fissata per il 12 settembre quando saranno ascoltati quattro testimoni citati dal pubblico ministero, fra i quali anche gli ufficiali di polizia giudiziaria. Il collegio giudicante è presieduto dal giudice, Roberto Melone, a latere i magistrati Francesca Spella e Viviana Centola.
Intanto l'indagine continua: sei le persone sotto inchiesta. Oltre ad A.P. e B.A., ci sono un 60enne di Pratola Serra, un 62enne di Paternopoli, una 40enne di Carife (citata oggi in aula) e una 48enne di Avellino.
Numerose le scuole finite nel mirino degli inquirenti. I prezzi dei diplomi per l'accusa si aggiravano fra i 300 ai 2000 euro. Il mercato era rappresentato da decine di acquirenti pronti a tutto per ottenere un lavoro.
