di Andrea Fantucchio
Il sostituto procuratore, Teresa Venezia, ha chiesto una nuova proroga nell'inchiesta sui conti del teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Una richiesta nata per concedere al consulente tecnico altri sei mesi per presentare la relazione sui conti. Ora toccherà al gip pronunciarsi. Una donna si sarebbe aggiunta ai sette indagati nei cui confronti sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di falso ideologico e peculato.
L'inchiesta si riferisce al 2016 quando a occuparsi della struttura di piazza Castello era la partecipata comunale, Istituzione Teatro. Fra le persone sotto indagine gli ex revisori dei conti e i membri dell’ex consiglio di amministrazione che allora era presieduto dall'attuale consigliere comunale, Luca Cipriano.
Dopo gli accertamenti penali, sul Teatro Gesualdo si erano accesi anche i riflettori della magistratura contabile. La Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania aveva evidenziato un ammanco di oltre 115mila euro, ipotizzando una distrazione di fondi pubblici.
L'ex direttore del teatro Carlo Gesualdo, Dario Bavaro, affiancato dall'avvocato Donato Pennetta, si era affidato agli esperti della “Price Waterhouse Coopers” per ricostruire la contabilità del teatro relativa agli ultimi tre anni. Per la difesa gli unici errori sarebbero formali e procedurali.
L'indagine della Corte dei Conti, coordinata dal pm Marco Catalano, era coincisa con le turbolente vicende amministrative che avevano riguardato il Gesualdo. Dopo l'addio del vecchio consiglio d'amministrazione era seguita la vertenza dei lavoratori. Una serie di manifestazioni e scioperi per porre l'attenzione su mensilità arretrate non pagate e un futuro incerto. Fino all'avvento della gestione affidata al Teatro Pubblico Campano che ha presentato la nuova stagione. E ridato speranza a una struttura che dovrebbe rappresentare il fiore all'occhiello della città.
