di Andrea Fantucchio
Autostrade per ltalia, in nove anni, non ha mai relazionato al Ministero dei Trasporti sull'efficienza delle barriere stradali del viadotto Acqualonga dal quale, nel 2013, è precipitato un bus: una tragedia da 40 vittime. E' questo uno degli aspetti più rilevanti che emerge dalla relazione del perito incaricato dal giudice, il professore Felice Giuliani. Nel processo che vede imputate quindici persone, fra cui l'Ad di Autostrade, Giovanni Castellucci.
Sulla manutenzione delle infrastrutture Aspi sta giocando, anche adesso, una partita fondamentale per conservare l'appalto di gestione su oltre l'80% delle autostrade italiane. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, il Governo ha infatti avviato la procedure di revoca dell'appalto per gravi inadempienze: fra cui proprio una presunta mancata manutenzione e una ipotetica assenza di investimenti sulla qualità delle infrastrutture dell'azienda.
Sulla strage del viadotto Acqualonga il perito scrive che «ogni due anni Autostrade aveva l'obbligo di inviare un rapporto sommario che, sulla base delle esperienza statistiche di esercizio, fornisca indicazioni sulla efficienza e funzionalità delle barriere omologate, segnalando eventuali deficienze rispetto alle caratteristiche previste. (31 ottobre 2004)»
Ma non sarebbe mai avvenuto. Nella relazione, visionata da Ottopagine.it, si legge «risulta che la concessionaria Autostrade non abbia mai adempiuto a questo obbligo», come accertato da un' interrogazione alla direzione Generale per la sicurezza stradale del Mit».
E proprio sulla manutenzione delle barriere ruota gran parte dell'esito del processo che coinvolge i riferimenti di Aspi. «La strage – conferma in proposito Giuliani – è risultata tale per difetto di risposta strutturale della barriera New Jersey bordo ponte in conseguenza dell'urto esercitato dall'auto Volvo». E aggiunge che il sistema di ritenuta delle barriere, in condizioni ottimali, era in teoria grado di trattenere il mezzo. Considerazioni che ora dovranno superare anche la prova dell'aula: dove il perito sarà sottoposto al contro-esame degli avvocati di Autostrade, anche alla luce delle controdeduzioni che saranno affidate ai tecnici dell'azienda. Intanto però le considerazioni di Giuliani riaccendono l'attenzione su una questione attualissima, mentre è in atto la polemica fra il Governo e Autostrade: se il concessionario non relazionava sulla condizione delle barriere perché il controllore, proprio il Mit, non ha spinto affinché l'aziende adempiesse al proprio dovere? Materiale su cui riflettere in vista di una gestione degli appalti per metà pubblica e metà privata: una ipotesi ventilata proprio in questi giorni all'indomani della strage di Genova.
