Diplomi falsi: lui ha promesso di farmi superare il concorso

La testimonianza della donna ripresa da Striscia la Notizia con l'ex collaboratore Cisl

diplomi falsi lui ha promesso di farmi superare il concorso

Una testimonianza che sembra aggravare la posizione di uno degli imputati.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Lui mi ha assicurato di potermi procurare degli attestati utili per superare il concorso. Mi ha detto che mi avrebbe aiutata. Dovevo pagarli 2300 euro», la testimone ha affermato di essersi accordata per comprare diplomi fasulli dall'ex collaboratore della Cisl di Avellino, finito al centro di un processo su un giro di diplomi falsi utili a superare i concorsi Ata nelle scuole. Dove è imputato anche un esaminatore di un esaminatore di un istituto di formazione privata del capoluogo irpino.

Questa mattina è stata ascoltata la 40enne di Carife ripresa nel video di Striscia la Notizia, mentre l'ex collaboratore della Cisl sembra accordarsi per venderle un titolo fasullo.  La donna ha spiegato di, «essere andata a ritirare i soldi in paese con la mamma». Erano i risparmi di quasi una vita che aveva deciso di investire per “assicurarsi” un lavoro che, forse, le avrebbe concesso di ottenere quello stipendio da bidella o da collaboratrice scolastica alla quale aspirava.

Il secondo testimone, Giuseppe Marra, che si è occupato dell'attività di intercettazione, ha descritto le indagini svolte, confermando che – quello ascoltato – era proprio il collaboratore esterno della Cisl. Il teste non poteva riferire sul contenuto delle intercettazioni oggetto di perizia. Nella scorsa udienza era stata ascoltata una dipendente di un istituto privato casertano finito sotto indagine. La donna aveva parlato di una firma falsa sul registro di presenza agli esami per ottenere l'abilitazione professionale

A fine ottobre toccherà deporre a un testimone citato dagli avvocati del responsabile dell'istituto di formazione privata, Giuseppe Saccone e Gerardo Di Martino. Poi – a novembre – sarà la volta della requisitoria del sostituto procuratore, Antonella Salvatore, e delle arringhe degli avvocati, fra i quali Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo.