«Lei gridava ricoperta di sangue: aiuto sta uccidendo Claudio»

Il dramma di via Fosso Santa Lucia. Gianmarco Gimmelli è grave al Moscati

Avellino.  

 

di Siep

Gianmarco Gimmelli, ha 32 anni, lotta per non morire nell'ospedale Moscati. E' intubato. Le sue condizioni sono ritenute molto gravi, quasi disperate. Questa mattina ha accoltellato Claudio Zaccaria, 25enne di Mercogliano, ferito la ragazza di quest'ultimo, una 19enne, e poi si è lanciato dalla finestra della sua abitazione, al primo piano di via Fosso Santa Lucia, non lontano da Palazzo di Città. Ma la dinamica del dramma resta al vaglio degli inquirenti che stanno lavorando per capire con esattezza cosa sia accaduto in quella casa questa mattina prima che la tragedia si consumasse.

Sotto la sua abitazione si era già radunata una discreta folla. Si capiva che era accaduto qualcosa di grave. Erano da poco passate le undici. Pochi minuti prima la ragazza era uscita di corsa dall'abitazione. Una profonda ferita al collo. Barcollava, chiedeva aiuto. Era ricoperta di sangue. E' riuscita a fare una telefonata prima di essere trasportata in ospedale, dove è stata operata. E' grave, ma per i medici è fuori pericolo.

Intorno allo stabile, oltre ai curiosi, due volanti della polizia, i vigili del fuoco, accorsi perché si temeva che Gimmelli volesse far esplodere l'appartamento dopo aver lasciato aperto il gas.

Il 32enne è rimasto per qualche istante sul davanzale di una finestra. Era disperato. Quasi come si fosse accorto all'improvviso di quello che era accaduto. E delle conseguenze di un gesto forse inconsulto, comunque improvviso, probabilmente immotivato.

Era ancora imbrattato di sangue. Alle sue spalle il cadavere di Claudio Zaccaria. Incurante dei poliziotti e delle altre persone che gli dicevano di fermarsi, di rientrare in casa, si è lanciato nel vuoto. Un tuffo. E uno schianto violentissimo sul selciato. Ha battuto la testa. Si è sentito un rumore sordo, che sarà difficile dimenticare. Il corpo è rimasto a terra. Immobile. Sembrava morto. Sono passati interminabili minuti prima dell'arrivo dell'ambulanza. Nel frattempo i vigili del fuoco sono entrati nella casa, dopo aver infranto un vetro. Hanno chiuso il gas. In quel momento, in cucina, hanno visto il corpo di Claudio Zaccaria. Mentre gli agenti della squadra Mobile salivano in casa, l'ambulanza ha caricato il corpo di Gimmelli. La corsa in ospedale. Le condizioni, come detto, restano gravissime.

Nicola Giordano, consigliere comunale, abita lì vicino. Ha visto la ragazza uscire sanguinante e disperata dall'appartamento. «Aveva un taglio alla gola abbiamo cercato di tamponare il sangue. Ci chiedeva – racconta - di entrare in quella casa, di aiutare il suo ragazzo. Urlava, era in stato di choc. Non dimenticherò mai più quel suo viso così giovane e sporco di sangue, contratto dal dolore. Il dolore di sapere che il suo ragazzo era rimasto lì, e stava morendo. Stavamo andando dentro, ma i vicini ci hanno fermato. Ci hanno fatto notare che dalla casa arrivava un forte odore di gas. Abbiamo dovuto aspettare che staccassero l’erogazione nella zona».

«Lei si è fatta dare un telefono - continua Giordano -. Le ho sentito dire: hanno ucciso Claudio. Nel frattempo i poliziotti hanno iniziato a mediare con il giovane che è rimasto dentro, il presunto omicida. Lo hanno invitato ad arrendersi, a uscire: nessuno gli avrebbe fatto del male. Ma è stato inutile. Gli agenti si sono avvicinati, indossavano un giubbotto antiproiettile. All'improvviso si sono spalancate quelle imposte ed è saltato nel vuoto».