Si è concluso dopo ben 10 udienze il processo penale a carico di un noto imprenditore irpino N. A., accusato di aver emesso per anni, precisamente dal 2008 in poi, fatture relative ad operazioni inesistenti al solo fine di consentire ad una società facente parte dello stesso gruppo, ed operante a Chieti, l'evasione delle imposte per un ammontare di oltre centomila euro.
I controlli incrociati effetuati dai militari della Guardia di Finanza di Chieti e di Avellino avevavano portato infatti ad ipotizzare la commissione del grave reato da parte del cinquantunenne imprenditore irpino che, il 16 maggio 2013, si era visto rinviare a giudizio davanti al tribunale Penale di Avellino.
Venerdi, dopo una lunga camera di consiglio, i giudici hanno mandato assolto l'imprenditore con formula piena perchè il fatto non sussiste.
Il difensore dell'imprenditore, l'avvocato Rolando Iorio, ha infatti provato come le operazioni commerciali oggetto delle fatture erano effettivamente esistenti, così come dimostrato anche dal rinvenimento del materiale indicato nelle predette fatture presso la ditta di Chieti. Il Pubblico Ministero aveva chiesto un condanna ad anni uno e mesi sei di carcere.
Paola Iandolo
