Sette anni all’ex collaboratore della Cisl e 5 anni e 6 mesi per l’altro imputato. Queste le richieste di condanna del pm della procura di Avellino, Antonella Salvatore per i due imputati nel processo nato dall’inchiesta sui diplomi facili alla Cisl di Avellino. Le indagini sono partite a ottobre del 2017, dopo il servizio di denuncia di Striscia la Notizia.
«Siamo risaliti all'identità del collaboratore della Cisl e abbiamo iniziato l'attività di intercettazione - ha detto il comandante del nucleo investigativo di Avellino, Quintino Russo, durante il processo - Sono seguite diverse perquisizioni: una a casa dell'imputato e le altre proprio nella scuola casertana e in quella avellinese”.
Il collaboratore della Cisl fu messo agli arresti domiciliari. La misura cautelare fu richiesta dalla Procura, e poi accolta dal gip Landolfi, che aveva ravvisato una condotta illecita anche dopo il servizio di denuncia di Striscia la Notizia. L'ex collaboratore Cisl, questo è quanto sostengono gli inquirenti, avrebbe continuato a riscuotere soldi per i diplomi venduti sottobanco.
L'ipotesi investigativa è suffragata da una grande mole di intercettazioni telefoniche. L’uomo avrebbe contattato diverse persone, nominativi sui quali si è focalizzato l'inchiesta. Sarebbero almeno venti i potenziali acquirenti sui quali indagano ancora gli investigatori.
Intanto la Cisl si è sempre tirata fuori dagli episodi, dicendo che la stessa organizzazione sindacale era all’oscuro di tutto e dunque anche essa una vittima.
