Strage bus, la lunga attesa per la sentenza

Domani la sentenza di primo grado per 15 persone tra funzionari e dirigenti di Autostrade

strage bus la lunga attesa per la sentenza

Cinque anno e mezzo dopo, parenti, amici e gente comune attendono con ansia la sentenza di primo grado del processo durato 4 anni.

Avellino.  

 

L’11 gennaio del 2019 sarà un’altra data da ricordare dopo quella del 28 luglio del 2013, il giorno della strage del bus del Viadotto Acqualonga a Monteforte Irpino, che costò la vita a 40 persone.

Cinque anni e mezzo dopo, parenti, amici e gente comune attendono con ansia la sentenza di primo grado del processo durato 4 anni. Decine di udienze, dove non sono  mancanti colpi di scena, testimonianze eclatanti e ricostruzioni di esperti della materia che hanno fatto emergere nuovi elementi che avrebbero chiarito dinamica e responsabilità delle singole persone coinvolte nell’inchiesta. La Procura di Avellino guidata da Rosario Cantelmo ha studiato ogni singola posizione, con la collaborazione della polizia stradale è stato ricostruito al computer l’incidente. Cantelmo ed il suo sostituto Cecilia Annecchini hanno chiesto per gli imputati dure condanne.

Sotto accusa ci sono 15 persone accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso in atto pubblico e omissione in atti d'ufficio: il titolare dell'agenzia di viaggi "Mondo Travel", Gennaro Lametta, che noleggiò il bus Volvo precipitato dal viadotto, i due funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli, Antonietta Ceriola e Vittorio Saulino, (per i quali scattarono anche le misure cautelare per le false revisioni) e i 12 dirigenti di Autostrade per l'Italia Spa, dall'amministratore delegato Giovanni Castellucci fino al responsabile del posto di manutenzione del tratto irpino dell'autostrada A16 Napoli-Canos,a Antonio Sorrentino, i responsabili di tronco che si sono avvicendati e i dirigenti dei settori preposti alla programmazione e alla manutenzione.

E non sono mancate durante questi 4 anni di udienze le reazioni dei parenti delle vittime che hanno sempre presenziato in aula, chiedendo ogni volta una giustizia rapida. Ed ecco che il giorno tanto atteso è arrivato. Domani mattina alle 9,30 si ritorna in aula. Il giudice Buono si dovrà pronunciare su quella che è stata definita la sentenza del secolo.