Strage bus, le proteste dei parenti al vaglio della Procura

I filmati delle dirette tv consegnati dalla Digos ai magistrati

strage bus le proteste dei parenti al vaglio della procura
Avellino.  

Ancora reazioni all’indomani della sentenza per gli imputati nel processo per la strage del bus, precipitato dal viadotto Acqualonga. Ieri le dichiarazioni dei ministri Di Maio e Salvini che definiscono la sentenza «incomprensibile». Oggi, invece, l’Associazione Nazionale Magistrati interviene a favore del giudice Luigi Buono: «Solidarietà e rispetto al collega e a tutti i magistrati. Le dichiarazioni rese da importanti esponenti del governo ci lasciano sconcertati.

Ancora una volta - si legge in una nota - ribadiamo la necessità che tutti i protagonisti del dibattito pubblico, specie se ricoprono incarichi istituzionali, rispettino le decisioni e il lavoro della magistratura". Le pronunce possono certo essere "criticate ma la funzione giurisdizionale non può essere delegittimata né appare corretto e rispettoso delle prerogative della magistratura che si strumentalizzino vicende giudiziarie drammatiche.

Tutto ciò "rischia di delegittimare la giurisdizione e, allo stesso tempo, di alimentare sentimenti di ostilità verso la magistratura e la funzione giurisdizionale che non giovano alla vita democratica ed al corretto rapporto tra le istituzioni».

Fin qui la nota di Anm a tutela del lavoro e della persona del giudice Buono.

Ma attorno alla vicenda c’è un altro elemento che fa discutere e che probabilmente porta la Procura di Avellino ad aprire un’indagine. Secondo fonti investigative il capo dei pm ha avviato accertamenti sui momenti concitati che si sono susseguiti dopo la lettura della sentenza. La Procura indaga, infatti, su presunte minacce rivolte al giudice.