Era già tornato in libertà dopo l'interrogatorio di garanzia, quando il gip Fabrizio Ciccone aveva sostituito i domiciliari con la sospensione da un pubblico ufficio o servizio. Una misura interdittiva ora revocata dal Riesame, che ha accolto l'appello degli avvocati Ettore Freda e Giuseppe Fusco, difensori di Renato Pingue, capo dell'Ispettorato del lavoro interregionale di Napoli, arrestato a novembre dai carabinieri di Avellino per un'ipotesi di corruzione.
Secondo gli inquirenti, avrebbe chiuso un occhio, in cambio dell'assunzione del figlio, durante i controlli alle aziende Antonio Capaldo Spa e Natalia Doc. Un'accusa che l'indagato aveva seccamente respinto quando era comparso dinanzi al giudice che ne aveva ordinato l'arresto, ricordando di aver sanzionato per sei milioni di euro l'impresa irpina, dopo l'assunzione del figlio.
