Beatrice: «Sopperiamo alle carenze, ma tribunale decadente»

La relazione del presidente del tribunale di Avellino per l'inaugurazione dell'anno giudiziario

Avellino.  

E' una fotografia in chiaroscuro quella scattata sul tribunale di Avellino durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il settore civile ha fatto registrare una riduzione dei procedimenti scesi a 9.757 che si ritiene possa lasciare soddisfatti, anche considerando le carenze di organico. Nel settore penale la pendenza è aumentata da 284 procedimenti a 332, effetto soprattutto dell'impegnativo processo Isochimica, dove uno dei collegi della prima sezione è impegnato da qualche anno, mentre il settore Gip-Gup continua a smaltire le sopravvenienze e a ridurre le pendenze: le riforme nel settore civile non hanno sortito particolari effetti positivi o negativi in termini di miglioramento del servizio giustizia.  

Ma ciò che è emerso dall’inaugurazione dell’anno giudiziario, per quanto riguarda la città di Avellino, è la fatiscenza dell’edificio del palazzo di giustizia. «Ci sono decine di interventi finanziati ma mai realizzati - scrive il presidente Vincenzo Beatrice nella sua relazione - Manca un adeguamento antisismico e antincendio nel locale interrato, rifacimento completo della copertura, sostituzione degli infissi. Si segnala al lo stato di deterioramento dell’intero sistema idrico al tribunale, soggetto a continue rotture con successivi allagamenti. nel solo anno 2018 sono avvenute due rotture, la prima ha causato l’allagamento di parte del piano interrato, la seconda avrebbe potuto causare, in caso di intervento non immediato, l’allagamento dell’intera Procura».