Dodici persone denunciate per una truffa milionaria ai danni dell'Autostrada del Brennero. Gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Tarantella' condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento e dal Compartimento Polizia Stradale di Bolzano, sono accusati, a vario titolo, di dichiarazione fiscale fraudolenta, truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e auto-riciclaggio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti sono stati sottratti alla societa', e quindi agli enti pubblici che la partecipano all'85% circa, oltre un milione 100 mila euro. Sono state eseguiti perquisizioni e sequestri in Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania, con l'impiego di 125 finanzieri e 30 agenti della Polstrada.
Dalle indagini e' emerso un articolato sistema organizzato per le truffe dai vertici di una societa' privata con sede legale in Campania che gestisce in appalto punti vendita siti in alcune delle aree di servizio della Autobrennero. La frode consisteva nel mancato o ridotto pagamento della percentuale di diritti dovuti all'A22: dal 5% (prodotti tipici locali) al 49% (altri beni di consumo). Per limitare al massimo l'importo dei diritti da corrispondere la societa' indagata aveva vari sistemi. Il piu' comune era la sistematica omessa emissione degli scontrini nei momenti di maggior afflusso della clientela. C'era poi quello di far "passare" i prodotti per prodotti tipici locali anche quando non lo erano, in modo da pagare sempre il diritto piu' basso (5%). In alcuni casi i prodotti venivano fittiziamente 'passati' per quelli sui quali l'Autobrennero non richiedeva contrattualmente una percentuale di vendita (cd musicali, libri, riviste e generi di monopolio). Il tutto era possibile grazie alle modifiche dei software dei registratori di cassa. Il numero degli indagati potrebbe aumentare. Tra le altre, al vaglio degli investigatori, la posizione di una commercialista con sede ad Avellino. La procura di Trento ha ottenuto dal Gip un decreto di sequestro preventivo di depositi bancari e contanti per circa 1.121.000 di euro equivalenti all'importo del danno accertato.
