"Mio marito malato in carcere, aiutatemi a salvarlo"

Luigia, moglie di un 40enne detenuto da 12 anni per associazione, malato di reni

mio marito malato in carcere aiutatemi a salvarlo

L'uomo è stato arrestato 12 anni fa per associazione mafiosa, nell'ambito di un'operazione contro il clan Genovese

Avellino.  

Dodici anni di carcere, quasi tutti finiti di scontare, con una vita appesa a un filo. Lui ha poco più di 40 anni, è recluso a Bellizzi ed è malato da più di dieci anni, quando per la prima volta gli venne diagnosticato il virus HN1, l’influenza suina. Malattia contratta nel carcere di Poggioreale nel 2010. Da allora le sue condizioni di salute sono state solo un crescendo, con un valzer di trasferimenti da un ospedale all’altro. Nell’arco di dieci anni ha subìto due trapianti ai reni (uno con un rigetto), un inizio di infarto, un'operazione agli occhi ed ora è sottoposto a dialisi e ad altre terapie d’urto.   

La moglie Luigia con i suoi 4 figli non ha avuto una vita facile per seguire sia le vicende giudiziarie del marito che quelle sanitarie. L'uomo è stato arrestato 12 anni fa per associazione mafiosa, nell'ambito di un'operazione contro il clan Genovese. Da un carcere all'altro, in tutta Italia, a causa delle sue condizioni di salute, il giudice gli ha concesso la detenzione ai domiciliari, revocata il due febbraio scorso per una denuncia. E' ritornato in cella ed ora la moglie chiede che il marito possa essere curato.

«Rischia la vita ogni giorno - dichiara la donna - Non riesce nemmeno più a camminare. Mio marito ha bisogno delle sue medicine e l’ambiente carcerario non è più compatibile con il suo stato di salute. Il 29 marzo scorso è stato ricoverato per un blocco renale, è stato portato in ospedale e poi riportato in carcere, ci è mancato poco, è stato salvato in extremis. Ma le sue condizioni sono molto precarie. Deve seguire un’alimentazione corretta e deve stare in un ambiente isolato. Mio marito deve essere ricoverato in un centro specializzato - ha aggiunto Luigia -. Non può più stare in una cella a contatto con tante persone. Ogni essere umano ha diritto ad essere curato - ribadisce la donna - la mia vita è gia così difficile. Con 4 figli non è facile andare avanti. Con la legge Fornero mi è stata revocata anche la pensione di invalidità di mio marito ed ora tiro avanti facendo qualche lavoretto. Ma quello che chiedo al giudice di Sorveglianza di prendersi cura del caso di mio marito».