Furbetti del cartellino, contestato il metodo delle indagini

In aula l'ispettore che ha condotto l'inchiesta all'Asl. Per la difesa: ci sono stati molti errori

Avellino.  

Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino. La difesa contesta il metodo del calcolo delle ore di lavoro e l'acquisizione dei frame visionati ai fini delle indagini. Nuova udienza questa mattina davanti al giudice Paolo Calabrese per gli imputati del processo denominato “Furbetti del cartellino”. E’ stato ascoltato l’assistente capo della squadra Mobile di Avellino Antonio Nero che ha spiegato come hanno identificato medici, infermieri, e dirigenti dell’Asl di via Degli Imbimbo attraverso i frame e con il calcolo mensile delle ore di lavoro attraverso la timbratura del cartellino.   

Secondo i difensori ci sono state molte irregolarità nel conteggio delle ore di lavoro, tenuto conto che il contratto di lavoro prevedeva 7 pre e 12 minuti con una pausa pranzo di due ore.  Aspetti che nel conteggio complessivo avrebbero un’incidenza notevole, perché la contestazione si riferisce a una sottrazione media di 20 e 25 ore mensili.

Contestati anche i frame utilizzati nelle indagini. Secondo la difesa degli imputati sarebbero stati utilizzati solo alcune delle immagini. Una visione parziale, dunque, che non riguarda tutti gli indagati. L’udienza è stata rinviata al prossimo 22  maggio per l’escussione degli altri due testi della Procura Giannattasio e Santosuosso, dirigenti Asl.