Ha prima escluso l'aggravante della destrezza, poi, per difetto di querela, il giudice Galeota del Tribunale di Avellino ha assolto M.M., cinquantenne di Avellino, accusata di essersi impossessata della somma di 200 euro, prelevata dalla tasca del giubbino di un venditore di frutta e verdura del mercato di Avellino.
I fatti risalgono al 14 Maggio 2013 quando era servito l'intervento dei carabinieri.
A chiamarli era stato A. D.P., settantenne di Mirabella Eclano, che da anni si recava nel capoluogo irpino per vendere i prodotti del suo orto.
L'anziano aveva denunciato di essere stato appena derubato, indicando come autrice del furto una donna, sua conoscente, molto più giovane di lui, della quale aveva fornito anche il nominativo. L'uomo aveva anche aggiunto di averla provata a contattare sul telefonino, ma inutilmente.
Dopo poco tempo, il commerciante era stato richiamato dalla donna, che, sgridata, lo aveva raggiunto e gli aveva restituito tutti i soldi. A quel punto l'anziano aveva rimesso la querela. Quando era stato ascoltato nel processo, nel frattempo avviato, alle doamnde dell'avvocato Rolando Iorio, difensoree dell'imputata, aveva risposto di aver sempre nutrito una forte "simpatia" per la cinquantenne, tanto che ogni volta le regalava con piacere i prodotti del suo orto, la invitava a prendere un caffè, arrivando, addirittura, ad ammettere di aver proposto più di una volta alla donna di andare a vivere insieme, sapendola sola.
In riferimento all'episodio contestato, il settantenne aveva spiegato che al momento di salutare M.M., abbracciandola, aveva nitidamente sentito la mano della stessa infilarsi nel suo giubbino, ma non aveva detto nulla, consentendole la condotta.
Soltanto in un secondo momento, ripensando a quanto accaduto, si era risentito ed aveva chiamato i Carabinieri.
