Diventa un caso nazionale la situazione di Renato Pingue, ex capo dell'Ispettorato interregionale del Lavoro di Napoi, accusato di corruzione nell'inchiesta della Procura di Avellino. Secondo l'accusa Pingue avrebbe protetto alcune aziende sottoposte a controlli del suo ispettorato con ingerenze e condizionamenti nel lavoro degli ispettori impegnati a valutare una importante azienda di Avellino in cambio dell'assunzione del figlio. Per Pingue poi era intervenuta la revoca della misura cautelare e la reintegra sul posto di lavoro. Tre parlamentari, tra cui l'ex viceministro all'Economia Stefano Fassina, hanno interrogato il ministro del Lavoro Di Maio sulla revoca della misura cautelare.
Nell'interpellanza infatti, dopo la ricostruzione della vicenda giudiziaria, i parlamentari affermano: “ Benché la gravità della condotta del dirigente, ricostruita con dovizia di particolari nel provvedimento del Gip del tribunale di Avellino, non possa né debba essere confusa con una sentenza di colpevolezza, allo stesso modo il pronunciamento di revoca della misura cautelare da parte del tribunale del riesame non potrebbe né dovrebbe essere assunto come una sentenza di assoluzione -: se non ritenga, per quanto di competenza, inopportuno, improvvido e contrario ai doveri di trasparenza e correttezza della pubblica amministrazione che il dirigente in questione sia stato reintegrato proprio nel ruolo e nell'ufficio da cui era stato rimosso e dal quale dipende anche l'ispettorato territoriale di Avellino”.
E al ministro Di Maio chiedono: “ Quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere in relazione alle problematiche rappresentate, considerato che quanto esposto in premessa costituisce un pessimo segnale per quelle decine di migliaia di lavoratori loro malgrado coinvolti nel sempre più pervasivo fenomeno dell'interposizione irregolare di manodopera che, a partire dalla logistica, si sta estendendo a macchia d'olio, devastando il tessuto produttivo dell'intero Paese e le reali condizioni di vita e di lavoro delle persone; se il Ministro non ritenga di dover assumere iniziative affinché l'Ispettorato nazionale del lavoro operi secondo trasparenza e correttezza, non solo auspicabile in sede di rappresentanza politica, ma anche nell'ambito delle istituzioni e dei funzionari pubblici, affinché l'ingegner Pingue sia rimosso dall'incarico di capo dell'ispettorato di Napoli”.
