M.F., cinquantenne pluripregiudicato di Avellino, è stato assolto nella giornata di ieri dalla Corte di Appello di Ancona. L'uomo in primo grado era stato condannato alla pena di 3 anni di reclusione dal Tribunale di Fermo, Presidente Dott. Giuseppe Molfese. Nella giornata di ieri la Corte di Appello di Ancona, Prima Sezione Penale, in accoglimento della tesi difensiva sostenuta dal difensore di fiducia dell'imputato, l'avvocato avellinese Rolando Iorio, ha letteralmente ribaltato il giudizio di primo grado, mandando assolto l'imputato irpino per non aver commesso il fatto.
In particolare l'uomo era accusato di una serie di reati commessi ai danni di un noto calzaturificio marchigiano, dal quale erano state prelevate calzature per un valore di 28.290 euro. La merce era stata pagata con un assegno risultato poi falso.
Secondo l'assunto accusatorio M.F., insieme ad altri complici non identificati, tutti di origine napoletana, si sarebbe portato nell'anno 2007 in un noto calzaturificio sito in Montegranaro dove, presentatosi come grossista del settore, avrebbe manifestato la volontà di acquistare un'ingente partita di calzature, per un valore di circa 30.000 euro, da pagare al momento del ritiro con un assegno circolare della Banca della Campania filiale di Mercogliano.
Dopo circa una decina di giorni M.F., insieme a due complici, sarebbe ritornato nelle Marche dove avrebbe ritirato ben 480 paia di scarpe maschili, recanti i marchi "Guardiani Libero" ed "Executive".
Al momento del ritiro della merce, consegnato l'assegno circolare, il venditore si sarebbe cautelato richiedendo il Bene Fondi alla propria Banca di Monte Urano. Quivi un dipendente avrebbe telefonato alla Banca della Campania di Mercogliano ricevendo assicurazioni sul Bene Fondi dell'assegno circolare.
Secondo l'assunto accusatorio, infatti, l'organizzazione criminale era riuscita a creare un ponte radio tra la linea telefonica della Banca della Campania, filiale di Mercogliano, con una cabina telefonica ivi esistente mediante una sofisticata apparecchiatura opportunamente individuata e sequestrata dal Comando Carabinieri di Mercogliano.
I carabinieri di Mercogliano, con l'ausilio dei tecnici della Telecom Italia, aperta la cabina che si trovava di fronte la Banca della Campania, filiale di Mercogliano, riscontrarono che alcune linee telefoniche erano state interrotte e collegate su apparecchiature composte da una borchia Isdn, all'uscita della quale era collegata la base di un coredles, alimentata a sua volta da una batteria portatile. Dette apparecchiature, istallate da ignoti, erano collegate sulla linea telefonica della Banca della Campania, Filiale di Mercogliano. Con tale stratagemma i malfattori, deviando le chiamate, riuscivano in tal modo a rassicurare i venditori sulla bontà degli assegni ricevuti.
Sicuramente non meno di tre i calzaturifici marchigiani vittime di questa ingegnosa truffa. Numerosi i reati contestati a M.F. ed ai suoi complici, dalla truffa alla ricettazione, reati quasi tutti prescritti, ad eccezione della ricettazione, in considerzione della contestata recidiva reiterata specifica che allungava oltremodo il termine di prescrizione.
Nella giornata di ieri l'avvocato Rolando Iorio, difensore di M.F., è riuscito a dimostrare l'assoluta estraneità del suo assistito ai fatti di causa, ottenendone l'assoluzione con la formula più ampia. Il Procuratore Generale aveva invece chiesto la conferma della sentenza di condanna emessa in primo grado dal Tribunale di Fermo.
