Strage bus, il giudice: sì al risarcimento

La sentenza in sede civile per Autostrade e Lametta. Domenica la commemorazione delle 40 vittime

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Avellino.  

E' stata depositata la sentenza del processo civile per l'incidente di Acqualonga, nel quale persero la vita 40 passeggeri di un bus turistico che precipito' il 28 luglio 2013 dal viadotto autostradale Acqualonga della A16 Napoli-Canosa.

Il giudice del tribunale di Avellino, Luigi Russolillo, ha riconosciuto sia Autostrade per l'Italia spa, sia il proprietario dell'agenzia che noleggio' il bus, responsabili in egual misura dei danni provocati. Dovranno risarcire complessivamente circa 900 mila euro a 14 parti delle circa cento che nel 2014 a inizio processo si costituirono in giudizio.

Ottanta familiari delle vittime hanno poi rinunciato alla costituzione, avendo raggiunto con Aspi un accordo sul risarcimento. Il giudice ha anche escluso dal risarcimento alcune parti, proprietari dei veicoli coinvolti nell'incidente. Sono stati anche sbloccati 4 milioni di euro, sequestrati inizialmente presso la compagnia assicurativa del bus.

A gennaio scorso il processo penale aveva escluso i vertici di Aspi dalle responsabilita' nella morte di 40 persone, condannando pero' i direttori di tronco che si erano avvicendati a pene tra i 4 e i 5 anni. Piu' gravi le condanne per Gennaro Lametta, proprietario del bus, e per la funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli Antonietta Ceriola.