Attentato al Vescovado. Nelson voleva soldi e lavoro

Intanto è al Cardarelli l'uomo rimasto ferito nello scoppio

Avellino.  

E' stazionario Antonio D'Agostino il 64enne di Avellino che ha provato a spegnere le fiamme del pacco, rivelatosi esplosivo, davanti il Vescovado venerdì pomeriggio, ad Avellino. E' stato portato al centro Grandi Ustionati del Cardarelli  con ustioni di primo e secondo grado a braccia e viso. Con lui c'era anche Domenico Pironti, il vigile urbano, h riportato ferite ad un braccio e dolore ad un orecchio. Intanto si delinea meglio il quadro complessivo delle indagini sugli antefatti dell'attentato. 

L’attentatore del Vescovado, forse, meditava da tempo di vendicarsi. Semplici ipotesi. Un anno fa il primo episodio. Una lite, col personale della Caritas perché Nelson L. il 49enne che venerdì pomeriggio ha piazzato un rudimentale congegno esplosivo davanti il portone del palazzo Vescovile, pretendeva soldi e lavoro. Un anno prima l’uomo aggredì verbalmente alcuni operatori della Caritas proprio davanti al palazzo. Pretendeva soldi e un biglietto del bus per raggiungere Salerno. L'intervento della polizia municipale, con il comandante Michele Arvonio in prima persona, evitò problemi. Poi, Lamberti è finito agli arresti per una violenza sessuale commessa proprio a Salerno. Qui, nella sua città di origine, palpeggiò una donna. Forse, dietro le sbarre sarebbe covata la vendetta. Uscito dal penitenziario si è trovato nuovamente di fronte l’emergenza del suo quotidiano. Senza famiglia e senza lavoro faceva capo a dormitorio e mensa dei Poveri. Voleva della Caritas un sostegno di 1500 euro al mese. Pretendeva soldi e assistenza. Nel suo comune di residenza l’amministrazione aveva provato  a sostenerlo. Secondo i bene informati l’uomo oltre ad un passato di tossicodipendenza nel quotidiano assumeva alcolici. Venerdì pomeriggio con tre bombolette da campeggio ha preparato un ordigno le ha piazzate davanti il portone del vescovado per poi dargli fuoco e scappare. Ma la mattina pare fosse già andato al Palazzo con le sue solite richieste. Ora è in carcere. E’ difeso dagli avvocati D’Archi e Pizza. E’ accusato di detenzione e fabbricazione di materiale esplodente, danneggiamento aggravato nei luoghi di culto, incendio doloso e lesioni come conseguenza di altri reati. Gli uomini della Volante, coordinati dal vicequestore Iannuzzi, coadiuvati da quelli della Digos, coordinati dal Vicequestore Cutolo, hanno dato supporto agli uomini della Municipale. Nelson è stato fermato e bloccato in via Serafino Soldi da Renzo Aufiero e suo padre Ermanno ex agente della Penitenziaria. Per Ermanno il plauso del Sappe.