Prosciolto un avellinese di 44 anni anni, P.A., dal Tribunale di Cuneo. L'uomo, da anni trasferitosi a Villanova Mondovì (Cuneo), paese d'origine della sua compagna, non aveva accettato la fine della relazione, durata oltre 15 anni, dalla quale era nata anche una bambina.
Il quarantaquattrenne, che per amore si era trasferito in Piemonte e lavorava presso l'Azienda della compagna, non riusciva ad accettare la fine del rapporto.
E così, a partire dal mese di marzo dell'anno 2019, erano iniziate le condotte moleste, consistite in pedinamenti, telefonate e messaggi dal contenuto intimidatorio, fino alle minacce di morte e di sfiguramento con l'acido.
Il gip del tribunale di Cuneo, Dufour, su istanza della Procura, aveva pertanto disposto la misura degli arresti domiciliari per il giovane irpino. Misura successivamente aggravata in quella della custodia cautelare in carcere per la reiterata violazione delle prescrizioni da parte di P.A.
La vicenda aveva suscitato grande clamore nel piccolo Comune piemontese, ed i giornali locali avevano in più occasioni sottolineato le origini "meridionali" del compagno geloso che non si rassegnava alle fine della relazione.
Ieri mattina dinanzi al Tribunale Penale di Cuneo il 44enne, tradotto in aereo con la scorta, è stato prosciolto da ogni accusa. Fondamentali le argomentazioni addotte dal suo difensore, l'avvocato Rolando Iorio, a seguito delle quali è emersa la insussistenza delle contestate aggravanti. Il giudice, in considerazione anche della manifestata volontà della persona offesa, presente in aula, di non proseguire nell'azione penale, ha prosciolto P.A. da ogni accusa, disponendone l'immediata scarcerazione.
Dopo ben sei mesi, tra carcere e arresti domiciliari, termina quindi l'incubo per il quarantaquattrenne avellinese.
