Falso in bilancio, Preziosi: Marotta deve essere rimosso

Nei confronti degli imputati, è ipotizzato il reato di falso in atto pubblico

Il consigliere di opposizione chiede la rotazione del dirigente per motivi di opportunità. Il sindaco Festa blinda Marotta: piena fiducia

Avellino.  

Falso in bilancio al Comune nel 2013, rinviati a giudizio cinque dei dodici imputati. Il gip del tribunale di Avellino, Marcello Rotondi ha stabilito che dovranno
affrontare il processo l’allora assessore al bilancio Angelina Spagnuolo, i componenti del collegio dei revisori dei conti Antonio Savino, Ottavio Baretta e Antonio
Pellegrino, oltre al dirigente dell’ente Gianluigi Marotta. Sono stati invece prosciolti  l’ex sindaco Paolo Foti e gli altri componenti della sua giunta del tempo (Giuseppe Ruberto, Caterina Barra, Nunzio Cignarella,  Roberto Vanacore, Lucia Vietri, Anna Rita Marchitiello) perché il fatto non costituisce reato. Il processo inizierà a febbraio. In particolare il dirigente Gianluigi Marotta, stando alle accuse,  avrebbe omesso di indicare che il Comune aveva procedure
esecutive per dei pignoramenti, così come i componenti del collegio dei revisori dei conti, Antonio Savino, Ottavio Barretta e Antonio Pellegrino, che avrebbero
attestato falsamente una situazione economica dell’ente non rispondente alla realtà. Nei confronti degli imputati, è ipotizzato il reato di falso in atto pubblico. Per i membri della giunta e il sindaco prosciolti il Gip ha ritenuto credibile la linea difensiva basata tutta sul fatto che l'esecutivo non aveva competenze specifiche in materia contabile e dunque si è affidata a quello che veniva indicato dall'ufficio ragioneria. 

Il dirigente Marotta aveva spiegato ai giudici che "i pignoramenti erano stati dichiarati nulli dal tribunale di Avellino prima dell’approvazione del bilancio e per questa ragione non furono conteggiati tra le passività". 

A difendere gli imputati i legali  Nello Pizza, Benedetto Vittorio De Maio, Innocenzo Massaro, Antonio Barra, Raffaele Tecce, Italo Benigni, Carmine Danna e Giovanni Castelluccio.  L’inchiesta sulle presunte irregolarità nel bilancio 2013 fu chiusa il 20 ottobre del 2017 e il pm Luigi Iglio avanzò la richiesta di rinvio a giudizio per il sindaco Paolo Foti, prosciolto, e gli altri undici indagati. Il bilancio 2013 finì  nel mirino della guardia di finanza per il mancato inserimento delle voci dei pignoramenti. Gli avvisi giunsero a tutti coloro che il 15 aprile del 2014 licenziarono in giunta la proposta di rendiconto 2013 nella quale sarebbe stato compiuto il falso.

Il caso fu sollevato già in sede di consiglio comunale dal capogruppo de «La svolta inizia da te» Dino Preziosi, che chiese all’allora segretario generale di trasferire tutti gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, ritenendo illegittimo lo il bilancio approvato. E sempre Prziosi chiede oggi nuovamente che venga sostituito il dirigente alle Finanze dopo il suo rinvio a giudizio. 
Per il sindaco Gianluca Festa non se ne parla: Marotta può contare sulla fiducia personale e professionale del primo cittadino. Dunque rimarrà regolarmente al suo posto. Anche l’assessore al Bilancio , Vincenzo Cuzzola, difende il dirigente con il quale è stato avviato il processo di pre-dissesto dell'ente. «La norma  - ha dichiarato l'assessore al Mattino - prevede questa fattispecie solo in casi specifici che contemplino la corruzione. Ma Marotta da chi sarebbe stato corrotto per
falsificare il bilancio?».