Si è tenuta questa mattina in un'aula protetta del Tribunale di Salerno la prima udienza a carico di Dario Marruso, battipagliese di 37 anni, accusato di una serie infinita di reati tra cui violenza sessuale, aggressioni fisiche e ritorsioni avvenute via web, a carico di tre ragazzini (due di Salerno ed uno di Avellino), di cui uno minorenne all'epoca dei fatti.
L'uomo, arrestato a luglio dopo una lunga e delicata indagine, si trova in carcere. I fatti, secondo l'accusa, si sono verificati dal 2014 al 2017.
Tra pianti e singhiozzi, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, Maria Zambrano, sono sfilati uno ad uno le tre giovanissime vittime del trentasettenne che hanno tutte raccontato di essere state contattate da Marruso attraverso i social network.
Dopo lo scambio delle prime chat, le richieste di appuntamenti.
In particolare, Marruso attraeva le proprie vittime nel garage della sua abitazione di Battipaglia. Qui, chiuso il box, avvenivano le violenze. Raccapricciante il racconto di uno dei tre ragazzi, all'epoca dei fatti quindicenne, difeso dall'avvocato Rolando Iorio, il quale ha raccontato di essere stato violentato sotto la minaccia di un coltello puntatgli al ventre.
Ancor più raccapriccianti le testimonianze dei tre giovani i quali hanno tutti dichiarato che a seguito delle violenze sessuali subite da Marruso hanno tutti contratto l'HIV.
Sconcerto in aula allorquando dalle domande poste in aula dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Rolando Iorio, legale di una delle tre vittime, è emerso come il Marruso avesse svolto in passato quale unica attività lavorativa quella di animatore nei villaggi turistici, spesso a contatto con bambini di 5 - 6 anni di età.
