Sentenze pilotate, anche il produttore Rai esce dal carcere

L'irpino Casimiro Lieto ha ottenuto i domiciliari

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Avellino.  

Anche il manager Rai, l’irpino Casimiro Lieto, esce dal carcere e torna nella sua abitazioneagli arresti domiciliari. Il 53enne, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Salerno sulle sentenze pilotate, si è difeso davanti al magistrato che lo ha interrogato nel carcere di Regina Coeli. Ha fornito una sua versione dei fatti che non collima con quella trascritta dai magistrati inquirenti.

E, dunque, all’esito dell’interrogatorio il giudice ha ritenuto di infliggere una misura meno afflittiva a Lieto. Ma gli avvocati difensori Giovanni Sofia e Valerio Spigarelli, hanno gia preannunciato una sua richiesta per la completa scarcerazione. Sabato scorso anche l’altro indagato irpino, il giudice Antonio Mauriello dopo l’interrogatorio di garanzia ha ottenuto i domiciliari. Il giudice davanti al gip si è difeso e ha rigettato ogni accusa, ma non solo. Ha anche detto che non è stato mai agevolato nelle sentenze. Nemmeno nel caso della sentenza sulla multa da 960mila euro alla Sidigas. Il giudice Mauriello ha spiegato che pur essendo da un decennio consulente della Sidigas, non c'era mai stata una parcella versata a suo favore. D’altra parte de Cesare ha una pendenza di 70 milioni di euro con il fisco, quindi la risoluzione di un contenzioso di meno un milione appariva come poca cosa.

Intanto, sull'arresto del dirigente Rai ,interviene anche il  segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi: «Si dice che Casimiro Lieto abbia addirittura accompagnato Salvini allo scontro a Porta a Porta con Renzi. Possibile che questa vicenda sia gia' caduta nel dimenticatoio? Oggi non si sa nemmeno se sia inquadrato ancora in Rai. E resta il mistero sulla presunta corruzione. I magistrati dicono che abbia tentato di far assumere come 'guardiano notturno' il figlio di un giudice per corromperlo: dove voleva farlo assumere? C'entra la Rai o aziende dell'indotto? Oggi questo signore dove lavora? Magari sta in qualche ufficio del servizio pubblico e nessuno lo sa. Sarebbe bene fare chiarezza”».