Da Codogno a Taurano: l’inferno della mia quarantena

Lo sfogo di Luca, il giovane insegnante messo in isolamento: non sono scappato

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Taurano.  

«Non sono uno sconsiderato, anzi. Da buon cittadino ho sin da subito comunicato alle autorità preposte di essere tornato da Codogno». Lui si chiama Luca, ha 26 anni e da un anno e mezzo insegna in un istituto tecnico agrario di Codogno, focolaio del Coronavirus.    

Da domenica Luca è ufficialmente in quarantena, così come disposto dal sindaco di Taurano Salvatore Maffettone. Con lui, anche la sua famiglia è stata sottoposta a quarantena e la sua fidanzata di Moschiano, paese a pochi chilometri di distanza. Luca, giunto venerdì sera in Irpinia, racconta la sua vicenda. E’ un po’ dispiaciuto per le voci che in questi giorni stanno circolando e per l’organizzazione delle istituzioni.

«Da due giorni mi sento accusato di aver violato un codice, di essere scappato dalla cittadina lombarda, invece non è andata così. E’ già così difficile vivere in uno stato di isolamento con la paura di essere stato contagiato.   

Voglio chiarire una volta per tutta come si è svolta la vicenda. Giovedì sono andato a scuola e ho appreso dal dirigente scolastico che a causa di alcune persone ricoverate all'ospedale di Codogno, decide di sospendere le lezioni a partire da venerdì. Ed è così che, approfittando della chiusura della scuola, decido di partire per l’Irpinia.

Ma, la mia, non è una decisione presa improvvisamente in virtù del Coronavirus, in realtà avevo delle ferie già programmate in occasione del Carnevale.

Avevo un volo prenotato tempo fa per il sabato, ma vista la chiusura della scuola, decido di partire prima. E quindi, venerdì, con la mia auto viaggio fino a Taurano. Arrivo di sera. Nel frattempo la situazione degenera. A Codogno mettono tutti in quarantena, ma soltanto il giorno dopo la mia partenza». Una precisazione che Luca vuole fare perché la sua partenza anticipata è precedente all’ordinanza di quarantena. 

Ad ogni modo, il giovane appena arriva a Taurano chiama prima il suo medico di base, pur non avendo alcun sintomo, e poi la guardia medica del posto. Dopodiché il sindaco di Taurano sabato sera lo informa della sua quarantena in via precauzionale. «Vanno bene tutte queste precauzioni - sottolinea Luca - ma vorrei anche rassicurazioni sul mio stato di salute. Vorrei sottopormi a un test clinico per scongiurare qualsiasi pericolo, invece da sabato sera nessuno mi informa e mi dice cosa fare».